La prima notte di sciopero, con il picchetto fuori dai cancelli dell'Exten di Mendrisio, vede la partecipazione di oltre 20 dipendenti, supportati dai sindacalisti di Unia. "Fa freddo, ha detto un frontaliere della provincia di Varese, ma non potevamo non essere qui.
Nella protesta
"C'è la paura di perdere il lavoro, ma sentiamo forte anche l'esigenza di non piegare la testa. Non abbiamo fatto manifestazioni di piazza, siamo qui, vicini alla ditta, attaccati a questi cancelli perché crediamo in questa società", ci spiega al telefono.
Poca luce, un "fungo" a gas per scaldarsi mani e labbra che ripetono come un mantra che "non bisogna mollare". "Se la sospensione della produzione ha prodotto danni importanti come ha riferito l'azienda - ha detto Sergio Aureli, rappresentante sindacale Unia - vuol dire che l'incidenza della manodopera sul lavoro finito è bassa e che forse le misure da adottare sono altre". In un comunicato ricevuto in anteprima da RSI, i sindacati replicano poi a Franco Ambrosetti, sentito ai microfoni delle Cronache della svizzera italiana, che le misure adottate "non contemplano in alcun modo una data di scadenza".
Red.MM/sdr







