A dispetto delle strette di mano e dei sorrisi nel primo giorno del G20 di San Pietroburgo è andato in scena un vero e proprio duello tra Barack Obama e Vladimir Putin sulla questione siriana.
Il tema dell’intervento armato è stato toccato ufficialmente nella cena di lavoro nel sontuoso palazzo di Peterhof. E il primo round - come riferiscono i cronisti - sembra essere andato al presidente russo, che è riuscito a riunire un ampio fronte contrario all’opzione militare, dal tradizionale alleato cinese ai BRICS, dall’UE all'ONU, sino, inaspettatamente, al Vaticano, che in una lettera-appello di Papa Bergoglio a Putin ha invocato una soluzione di pace.
Il presidente statunitense, messo all'angolo anche su Datagate e Fed, per ora non è riuscito a trovare nuovi alleati, oltre alla Francia, alla Turchia e ad alcuni paesi arabi.
Nella serata di giovedì il premier britannico David Cameron ha annunciato da parte sua che Londra è in possesso di nuove prove dell’utilizzo di armi chimiche da parte del regime di Bashar al Assad. Mosca ha però ribadito che bisogna attendere quelle degli esperti dell’ONU.
Red MM/afp-ansa-ats
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Servizio di Thomas Paggini
RSI Info 06.09.2013, 09:21
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Servizio di Luca Fasani
RSI Info 06.09.2013, 09:20





