Il settore della gessatura e dell'intonacatura, più di 1'500 lavoratori attivi in 230 imprese e con una massa salariale che supera i 50 milioni di franchi annui, potrebbe incrociare le braccia in ottobre. In seguito all'incontro di mercoledì sera, le trattative per il rinnovo del contratto collettivo che scade a fine anno sono infatti state interrotte.
Per i sindacati, si legge in un comunicato diramato dall'OCST, la proposta dell'ATGM (rappresentante il padronato) è inaccettabile, in particolare perché vuole inserire nella scala salariale la figura del garzone, scomparsa da oltre un ventennio nell'edilizia, che "con un minimo di paga ridicolo" andrebbe a collocarsi al di sotto del manovale (il lavoratore senza esperienza di cantiere, che costituisce la metà del personale attuale)
Due sono ora gli scenari possibili: o il padronato dopo l'assemblea di lunedì prossimo tornerà sui suoi passi, con implicito rinnovo tacito del CCL, o si andrà verso la disdetta dell'accordo e a quel punto lo sciopero sarebbe dietro l'angolo.
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