Ticino e Grigioni

Hooligans violenti in calo

In Svizzera è però aumentato il numero dei divieti di accesso agli stadi per i tifosi problematici

  • 04.02.2015, 08:40
  • Oggi, 14:06
Scritte ultras alla Resega di Lugano

Scritte ultras alla Resega di Lugano

  • Ti-Press / Ti-Press

Hooligans e tifo violento: secondo gli ultimi dati diffusi sul piano nazionale, a fine gennaio nella banca dati della Fedpol erano "schedate" 1'477 persone. Una cifra in calo rispetto a sei mesi fa. È però aumentato il numero dei divieti di accesso agli stadi per i tifosi problematici.

Queste misure sono applicate anche in Ticino, dove il tema è caldo soprattutto per le partite di hockey. Le denunce al Ministero pubblico sono alcune decine all'anno, con inchieste a volte laboriose.

Per citare due casi recenti, il 31 ottobre ci sono stati dei danneggiamenti alla Resega. In pista si disputava il derby fra Lugano e Ambrì Piotta: un gruppo di esagitati causò oltre 8’000 franchi di danni, rimediando una denuncia anche per sommossa. Pochi giorni dopo, fuori dalla Valascia una sassaiola coinvolgeva le tifoserie avversarie a margine della partita Ambrì-Friborgo.

Casi come questi purtroppo non sono rari, in Svizzera e in Ticino. La banca dati "Hoogan" gestita dall'Ufficio federale di polizia è affollata ormai da quasi 1’500 nominativi, tifosi problematici in gran parte legati al calcio, ma c'è anche un 26% riferito all'hockey. In Ticino la polizia sta allestendo le statistiche in queste settimane, si sa però che nel 2013 i ticinesi iscritti nella banca dati dei tifosi violenti erano 40.

Il procuratore Paolo Bordoli, in questi anni ha gestito diversi incarti, c'è una tendenza all'aumento? “Parlare di tendenza è difficile, perché fortunatamente non ci sono tantissimi casi all’anno, soprattutto da quando non ci sono più squadre ticinesi di calcio nella massima serie. Però è vero che l’anno scorso, sul finire dell’anno, qualche episodio in più c’è stato”.

In media le denunce al Ministero pubblico sono alcune decine all'anno. Riguardano soprattutto scontri fra tifosi o anche con la polizia, quindi agenti presi di mira proprio perché poliziotti? “E’ una tendenza che purtroppo si delinea da qualche anno. Anche se l’evento comincia con uno scontro tra tifoserie, poi la violenza si scaglia inevitabilmente contro le forze dell’ordine che devono intervenire a tutela dell’ordine pubblico”.

Tra i reati più frequenti in questo frangente, ci sono anche la sommossa, l'infrazione alla legge federale sugli esplosivi, danneggiamento e vie di fatto. A livello generale queste inchieste quanto impegnano la magistratura? “Se l’episodio è circoscritto e riguarda un paio di tifosi che vengono identificati subito si può agire abbastanza in fretta. Se invece l’episodio riguarda diverse persone, che devono essere identificate, magari attraverso i filmati, comportando anche trasferte e processi da celebrare, allora, prima di arrivare ad una condanna, può passare del tempo".

E le condanne si rivelano efficaci o ci sono dei casi di recidiva? "Effettivamente alcuni casi di recidiva ci sono", conclude Bordoli.

Romina Lara/redMM

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