L'eventuale apertura di una procedura di infrazione nei confronti della Svizzera, in seguito alla decisione ticinese di alzare il moltiplicatore di imposta per i frontalieri, dovrebbe finire sul tavolo della Commissione europea già la prossima settimana. Difficile, però, che si giunga a una soluzione in tempi brevi.
La questione pesa sulle trattative fiscali fra la Confederazione e Roma, che ritiene inaccettabile il passo compiuto dal cantone e per questo ha deciso di coinvolgere Bruxelles. I tempi per un'intesa, fissati dapprima a giugno e quindi a settembre, sembrano ora più incerti. Per il Ministero dell'economia italiano, la road map tracciata mesi fa dalle parti regge, ma va tradotta nei dettagli e quella ticinese è ritenuta una discriminazione che è fondamentale risolvere prima di proseguire.
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