Ticino e Grigioni

In 1’500 in piazza contro i tagli alla spesa ticinese

Manifestazione a Bellinzona in difesa del settore pubblico e parapubblico - Il preventivo arriverà in Parlamento fra un paio di settimane

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Il corteo partito dalla stazione
03:20

SEIDISERA del 29.11.2025 Il servizio di Marcello Ierace

RSI Info 29.11.2025, 17:52

  • tipress
Di: SEIDISERA - Marcello Ierace / pon 

Sono circa 1’500, meno di quante sperassero gli organizzatori, le persone che sabato pomeriggio dalle 14 sono scese in piazza a Bellinzona per protestare contro le misure di risparmio contenute nel preventivo 2026 del canton Ticino. Erano rappresentati amministrazione, ambito sociosanitario, scuola.

La risposta all’appello dei sindacati VPOD, OCST e SIT e del comitato “Stop ai Tagli”, in favore del settore pubblico e parapubblico toccato dalle sforbiciate del Consiglio di Stato, è stata dunque inferiore a quella di analoghe manifestazioni degli anni passati. Forse anche perché questa volta i provvedimenti che fra un paio di settimane passeranno al vaglio del Parlamento sono meno drastici di quelli del recente passato.

“Gli incontri con il Governo e la Commissione della gestione”, secondo Edoardo Cappelletti del VPOD, espressosi ai microfoni di SEIDISERA della RSI, “non hanno portato a soluzioni praticabili e sostenibili. Anche per questo era necessario scendere per difendere le condizioni dei servizi pubblici e parapubblici. La voce della piazza - ha aggiunto - serve a spostare gli equilibri parlamentari e a richiedere una modifica delle misure più negative”.

“In Commissione abbiamo chiarito che in quanto socialista non firmerò il rapporto di maggioranza”, ha spiegato dal canto suo Fabrizio Sirica, che presiede l’organo ma era presente fra i manifestanti. “Ci sono già due rapporti pronti alla firma”, ha precisato, assumendosi l’impegno, “questo sì, ad arrivare in aula per la sessione di dicembre per evitare una gestione provvisoria”.

C’era anche Ivan Cimbri, in rappresentanza della federazione che raggruppa gli agenti di polizia, categoria che - lo aveva detto lui stesso all’assemblea di venerdì - non è solita manifestare. Ci sono però “problemi strutturali che arrivano da lontano e bisogna cambiare rotta, pur facendo i conti con una situazione finanziaria che non è rosea”.

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