Appena nominata, è già al lavoro. Si tratta della Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) chiamata a far luce sul caso Hospita.
I sei deputati nominati dal Gran consiglio hanno già tenuto degli incontri nelle ultime due settimane. La volontà è quella di procedere a ritmo sostenuto, con l’obiettivo di arrivare a risultati concreti entro la fine della legislatura.
La Commissione ha la facoltà di eseguire accertamenti e può avvalersi della documentazione già prodotta, compresa quella dell’autorità giudiziaria. Potrà inoltre effettuare ispezioni e sopralluoghi. Per portare avanti questo lavoro sarà però fondamentale la piena collaborazione di tutte le persone coinvolte. Intanto, nel calendario della CPI figura anche la nomina di periti esterni, i cui nomi verranno resi pubblici a tempo debito. Per il resto, l’indicazione è quella di mantenere massima riservatezza, soprattutto con la stampa.
Sul tavolo della presidente Natalia Ferrara e dei membri Maurizio Canetta, Samantha Bourgoin, Giuseppe Cotti, Andrea Giudici ed Evaristo Roncelli c’è un puzzle complesso da ricomporre. Il caso Hospita dovrà essere ripercorso dalle origini per accertare, tra le altre cose, le responsabilità politiche di uno o più consiglieri di Stato, così come possibili omissioni o comportamenti non conformi. Andrà inoltre chiarito il ruolo dell’avvocato Enea Petrini, già membro del Consiglio di amministrazione di BancaStato.
Tanti i nodi da sciogliere in una storia nella quale si intrecciano interessi di varia natura e che ha coinvolto i tre poteri dello Stato: esecutivo, legislativo e giudiziario.






