Inchiesta

Caso Hospita, affare di Stato

Come è nata la vicenda che ha portato alla quarta Commissione parlamentare d’inchiesta in Ticino? Nuovi documenti in mano alla RSI rivelano alcuni retroscena

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“Hospita”, affare di Stato - Ciao Ticino, prendo casa oltre confine

Falò 10.02.2026, 20:40

Di: Mattia Pacella e Gaetano Agueci (Falò) 

“Ciao cara, ma i nostri procuratori idonei chi sono?”. È il 30 gennaio 2024 Eolo Alberti ha già lasciato il Gran Consiglio da qualche settimana è entrato nel CdA dell’Eoc. La destinataria è Sabrina Aldi, lei siede ancora in Parlamento. La sua risposta arriva dopo poco: “Camponovo e non so chi. Ma non mi preoccupo, per noi è chiaro che è Alvaro”.

Questo scambio di messaggi WhatsApp, reso noto da Falò, è uno dei tanti tasselli legati alla complessa vicenda Hospita, vicenda su cui si chinerà la quarta Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) del Canton Ticino. Una vicenda che solleva importanti questioni istituzionali: l’influenza in elezioni e nomine in enti pubblici e in magistratura, ma anche altre questioni: per quale motivo un’inchiesta per reati finanziari che ha portato all’arresto dell’autosospeso sindaco di Bioggio Eolo Alberti sia nata da un privato cittadino, poi definito fonte confidenziale di polizia e nascosto alle parti per oltre un anno e mezzo? E perché i vertici della Lega hanno commissionato un’analisi dei conti di una società privata, il cosiddetto rapporto Petrini?

La RSI, per trovare alcune risposte, ha avuto accesso a informazioni e decine di documenti relativi alle indagini che ruotano attorno a questo caso. Ha parlato con avvocati e molte persone coinvolte. Pochi di loro hanno rilasciato interviste, ma le informazioni e le testimonianze raccolte danno il quadro di una fra le vicende più intricate della vita politica cantonale.

La nomina contestata

Quando riceve i messaggi, Sabrina Aldi all’epoca era ancora vicepresidente della Commissione giustizia e diritti. Quella commissione incaricata anche di valutare e proporre al Parlamento i candidati magistrati da eleggere. Con quegli scritti, conferma al suo ormai ex collega di Gran Consiglio Alberti chi è il candidato su cui punta: Alvaro Camponovo. Questo a scapito di un altro candidato in lizza per Lega/UDC che verrà sentito “pro futuro”, come scrive Aldi in quello scambio via WhatsApp.

Ma facciamo un passo indietro. Il primo novembre 2023, Aldi aveva preso il posto di Alberti quale direttrice amministrativa di Hospita, società di cui il dottor Claudio Camponovo – padre di Alvaro – era, tra le altre cose, amministratore unico, direttore sanitario nonché azionista. Una relazione professionale mai dichiarata in Commissione, che susciterà non pochi malumori anche in casa Lega. L’11 marzo 2024 Alvaro Camponovo viene eletto procuratore pubblico al secondo turno con 32 voti, in una seduta parlamentare infuocata. Norman Gobbi, Consigliere di Stato e all’epoca coordinatore leghista, parlerà più tardi, davanti al Procuratore generale Andrea Pagani, addirittura di “combine” tra Alberti e Aldi.

Le domande sul rapporto Petrini

Un’altra questione su cui si dovrà chinare la CPI sarà il tanto discusso rapporto Petrini. E anche qui per spiegarlo dobbiamo fare un passo indietro. Sabrina Aldi, poco dopo essere entrata in Hospita, scoprirà alcune presunte anomalie nei conti e anche degli ammanchi alla società che parrebbe fossero stati causati negli anni precedenti da Alberti, quando era direttore amministrativo. Aldi informerà il dottor Camponovo, e poco dopo, il medico confiderà queste problematiche interne ad Hospita a un conoscente, un leghista della prima ora, con entrature in polizia, e parente alla lontana di Alberti che sarà definito da molti la “gola profonda”.

Come prima cosa, “gola profonda” ne parlerà con l’allora coordinatore della lega: Norman Gobbi. In seguito a queste voci che si fanno sempre più insistenti, nell’aprile 2024, i vertici della Lega decidono di commissionare all’avvocato Enea Petrini (ex granconsigliere leghista) una verifica contabile di Hospita. Il rapporto non trova nulla di illegale, parlerà solo di gestione “allegra” della società. Verrà però tenuto nascosto per mesi, suscitando non poche domande: perché Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni, non ha segnalato subito il caso alla Procura? Perché la Lega ha commissionato un rapporto su una società privata? Perché per mesi ne è stata negata l’esistenza?

La mail al figlio procuratore

Anche il dottor Camponovo vuole vederci chiaro, ma non denuncerà quelle presunte malversazioni alla giustizia. Il medico invece farà redigere un’altra revisione dei conti di Hospita. Il rapporto, anch’esso, non troverà nulla di illegale, ma poco prima, come rivelato da Falò, ne inoltrerà una bozza con dati finanziari riservati all’email privata del figlio Alvaro, appena eletto procuratore. Non si sa se verrà letta. Ma si pone la questione dell’opportunità rispetto all’invio di queste informazioni.  

Torniamo a “gola profonda”, perché mentre il rapporto leghista viene chiuso in un cassetto, la fonte confidenziale rivelerà queste presunta malversazioni a una commissaria di polizia in un bar di Lugano. A seguito di queste confidenze, nell’agosto 2024, scatteranno le manette ai polsi di Eolo Alberti, per presunti reati finanziari.

“Gola profonda” e l’articolo 9d

Questa fonte, in seguito, verrà tenuta nascosta alle parti dalla Procura per oltre un anno e mezzo, invocando l’articolo 9d della legge di Polizia. “Il meccanismo dell’articolo 9d è sostanzialmente pensato per tutelare tutte le persone che informano la polizia,” spiega alla RSI Filippo Contarini, storico del diritto. “Se chi aiuta la polizia ha paura di ritorsioni, rischia di non comunicare informazioni preziose alla autorità per fare la loro attività di prevenzione dei reati.”

“Il rischio, tuttavia,” continua Contarini, “è di permettere la circolazione di informazioni non verificate, incontrollate da un lato, di permettere la raccolta di informazioni ingiustificate dall’altro. Ma la cosa che secondo me è interessante è che poi le leggi non sempre vengono usate come si era previsto.”

“Nel caso Hospita, l’articolo 9d è stato utilizzato per proteggere una fonte in un’indagine su presunti reati già commessi, non per prevenire crimini futuri, che sarebbe lo scopo originale della norma”, osserva Andrea Manna, vicedirettore de La Regione. In questo caso i presunti reati – conclude Manna - “erano già stati commessi.” Anche su questo punto la Commissione parlamentare d’inchiesta dovrà far luce.

Intanto, dal punto di vista penale verrà processato Eolo Alberti per vari reati, tra i quali amministrazione infedele aggrava, appropriazione indebita, falsità in documenti, insieme all’ex contabile della Hospita (che al momento dell’arresto aveva assunto da poco il ruolo di amministratore unico della società). Ma in questa intricata vicenda, sono nati vari altri filoni d’indagine, scaturiti da denunce e contro denunce tra le parti, alcuni dei quali sono già stati abbandonati, altri invece sono ancora in corso.

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