Ticino e Grigioni

Le immagini della vergogna

Ecco cosa ha visto chi è entrato nell'edificio in cui alloggiavano gli "schiavi" frontalieri

  • 08.11.2014, 16:50
  • 4 maggio, 13:50
Una branda immersa nell'acqua

Una branda immersa nell'acqua

  • ©RSI

"Ci erano state segnalate tre-quattro persone in difficoltà. E invece quando abbiamo aperto la porta ce ne siamo trovate di fronte ben di più: i miei uomini sono rimasti attoniti". La situazione scoperta all’interno del capannone di Germignaga ha spiazzato anche gli uomini della Guardia di Finanza di Luino, come spiegato dal loro comandante Alberto Potenza, citato dalla Prealpina.

I finanzieri con i poliziotti sono stati chiamati ad evacuare lo stabile in cui alloggiavano le 17 persone e a seguire le prime battute dell’inchiesta a carico del 48enne lucano residente a Bellinzona affittuario del capannone e titolare dell’attività. Uomini avvezzi a vederne di tutti i colori ma che non erano pronti ad affrontare la desolazione.

All'interno del capannone

L’hanno trovata in quel luogo defilato dove, forse, sono stati alloggiati anche i figli di alcuni dei lavoratori reclutati soprattutto tra i parenti e gli amici del responsabile. "Questa situazione mi ha sconvolto" ha affermato da parte sua il sindaco Marco Fazio.

Il titolare della ditta respinge tutte le critiche. "Gli operai sono perfettamente in regola: sia dal profilo contrattuale, sia per quanto riguarda il loro soggiorno in Italia e i permessi di lavoro in Svizzera" fa sapere tramite il suo legale Yasar Ravi. Stesso discorso per lo stabile: "prima dell'alluvione - ha aggiunto il titolare della ditta - le condizioni igieniche erano normali".

Diem

Dal Quotidiano:

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