"Stiamo valutando senza pregiudizi la decisione del Gran Consiglio ticinese. Non siamo così negativi sul contratto collettivo ma sappiamo bene che un referendum o un ricorso potrebbero mettere di nuovo tutto in discussione". Così Augusto Chicherio, presidente della Federcommercio, ha commentato ai microfoni della RSI l'approvazione della legge sui negozi, che estende gli orari di apertura ma ne vincola l'entrata in vigore all'introduzione di un contratto collettivo nel settore della vendita.
"In passato abbiamo già dimostrato concretezza, senza abbandonarci a prese di posizione ideologiche - spiega Chicherio -. Per esempio quando il Consiglio di Stato ha introdotto il contratto normale obbligatorio per i negozi con meno di 10 dipendenti, la Federcommercio non ha fatto ricorso. Abbiamo tenuto conto che le condizioni salariali corrispondevano al nostro CCL".
"Ora, però, tutti devono capire che i nuovi orari, fino alle 19 in settimana e fino alle 18.30 il sabato, permetteranno ai commercanti ticinesi di resistere meglio alla concorrenza italiana. In fondo la nuova legge non cambia molto. Le aperture prolungate sono già una realtà nel Mendrisiotto, in parte del Luganese e, d'estate, nel Locarnese e in parte del Bellinzonese.
Massimiliano Angeli
Dal Quotidiano





