Lo studio dell’IRE sui frontalieri è incompleto e non deve essere usato per valutazioni ufficiali e per prendere decisioni riguardanti il mercato del lavoro in Ticino. Sono le considerazioni dell’Ufficio presidenziali del Gran Consiglio, trasmesse oggi lunedì dal presidente del Parlamento Luca Pagani ai deputati.
“Ribadiremo alla SECO (che ha commissionato e pubblicato l’indagine ndr.) che ci aspettiamo un complemento”, ha aggiunto Pagani prima di dare avvio ai lavori parlamentari. In sostanza, si rimprovera ancora una volta ai ricercatori dell’USI di non essersi chinati sul dumping salariale e di non aver spiegato la discrepanza tra i dati statistici – secondo cui in Svizzera la libera circolazione ha sortito effetti positivi – e la realtà percepita, così come precedentemente concordato.
Lo studio, apparso sui media locali, ha suscitato un vero e proprio polverone politico a causa delle conclusioni secondo cui non esiste nel cantone a sud delle Alpi un effetto con rilevanza statistica di sostituzione di manodopera indigena con lavoratori frontalieri.
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