La chiusura della rotta balcanica, prediletta dai migranti provenienti dal Medio Oriente attraverso la Turchia e la Grecia, potrebbe condurre a un nuovo aumento dell'afflusso di richiedenti l'asilo alla frontiera ticinese. "Non escludiamo uno spostamento del flusso", afferma il comandante delle guardie di confine, regione IV, Mauro Antonini, ma è difficile prevedere quando questo potrebbe verificarsi: "l'anno scorso la situazione era sotto controllo e poi in un weekend ci siamo dovuti occupare di 200 soggiorni illegali". I cambiamenti dunque possono essere repentini e per questo "dobbiamo anticipare i tempi e prepararci a livello logistico e di procedura". Il corpo sta già lavorando su "diversi scenari".
Antonini si dice convinto che se la situazione dovesse precipitare, arriverebbe man forte dal nord delle Alpi: era già stato il caso lo scorso anno, quando in seguito erano stati i ticinesi a sostenere i colleghi della Svizzera nord-orientale. Possibile pure un sostegno da parte dell'esercito.
CSI/pon
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12.03.2016: Pronti all'emergenza






