Leghisti, verdi, popolari democratici e democentristi non lesinano le critiche sull'accordo fiscale firmato lunedì a Milano da Svizzera e Italia. Vanno decisamente in questo senso i commenti che abbiamo ricevuto dai rispettivi capigruppo, in margine alla sessione odierna dei lavori in Gran Consiglio.
"Per la parte fiscale relativa al frontalierato, il Ticino non ne esce sicuramente bene", afferma Daniele Caverzasio (Lega). A nome dell'UDC, Orlando Del Don qualifica quindi l'accordo come "abbastanza vergognoso" e tale da passare alla storia per la "rinuncia della Svizzera a far valere i propri diritti".
VIDEO - I commenti dei vari capigruppo in Gran Consiglio
"Ancora una volta il Ticino viene penalizzato", osserva da parte sua Fiorenzo Dadò (PPD), auspicando quindi una compensazione da parte della Confederazione per gli svantaggi gravanti sul cantone. "L'intesa va rigettata", commenta quindi categoricamente Francesco Maggi (Verdi).
Toni più sfumati, unicamente da liberali-radicali e socialisti. Christian Vitta (PLR) sottolinea quanto il Ticino attenda ora risposte in tempi celeri dai prossimi negoziati sulla fiscalità dei frontalieri. Elemento, questo, messo in rilievo anche da Pelin Kandemir Bordoli (PS), che cita all'occorrenza anche la possibilità di chiedere compensazioni a Berna, qualora l'intesa non risulti soddisfacente per il Ticino.
Alex Ricordi






