Quattro lampi, un uomo a terra e i cinque imputati che si danno alla fuga: sono le immagini proiettate in aula oggi, martedì, durante la seconda giornata del processo per il delitto di Via Odescalchi, che vede cinque uomini – due svizzeri, un kosovaro, un italo-brasiliano e un rumeno di età compresa fra i 27 e i 37 anni – alla sbarra con l’accusa di assassinio per la morte di un 35enne portoghese.
Si tratta di immagini riprese da lontano, al buio, dalle telecamere di sicurezza del postribolo Maxim di Chiasso, che riassumono quanto accaduto la sera dell’8 ottobre 2015. Il filmato attesta come l’imputato principale, il più giovane del quintetto, abbia sparato due volte al lusitano. I colpi sono stati esplosi a poco più di un metro di distanza, dopo che la vittima è stata colpita con un manganello telescopico dall’italo-brasiliano.
Solo un imputato armato - Dalle immagini, inoltre, si scorge solo il 27enne puntare la pistola contro la vittima. Ma anche il portoghese quella sera era armato, ma è probabile che lui la pistola l’abbia solo mostrata agli avversari. Dalla sua arma sono però stati pure esplosi due colpi ma solo quando il quintetto stava già fuggendo, mentre l'uomo si accasciava al suolo. Secondo gli esperti, uno di questi proiettili lo ha inoltre colpito, di rimbalzo, alla mascella.
"Un incontro non previsto" - Gli imputati, anche dopo la visione dei filmati, hanno continuato a sostenere che l’incontro con il 35enne non era previsto (vedi articoli correlati) e che mai si sarebbero aspettati questo tragico epilogo.
Terminata la fase istruttoria del processo, domani è prevista una pausa. Da giovedì la parola passerà all’accusa e poi al collegio difensivo.
CSI-DD/Red.MM
dal Quotidiano del 13.09.2016: Via Odescalchi, in aula la ricostruzione
La cronaca del processo:





