Il compromesso presentato dalla Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) per risolvere il problema dei premi di cassa malattia pagati in eccesso ha sollevato oggi reazioni contrastanti.
Chi ha pagato troppo...
Tra i cantoni che hanno pagato troppo, Zurigo ha fatto sapere di sostenere il compromesso. "È importante che si giunga a una soluzione", ha detto Daniel Winter, portavoce del ministro della sanità zurighese, Thomas Heiniger (PLR).
A Ginevra, invece, quanto proposto piace, ma solo in parte. Il consigliere di Stato Pierre-Francois Unger ha parlato di "soluzione equa" che, in sostanza, eviterà di "non ottenere nulla".
Più o meno sulla stessa linea il canton Vaud, il più esposto di tutti, con premi pagati in eccesso per 602 milioni di franchi. "Credo - ha detto il direttore del Dipartimento della sanità e dell'azione sociale Pierre-Yves Maillard (PS) - che si possa condividere questa idea". Sottolineando però che l'importo da rimborsare continua a diminuire: "Cominciamo a toccare il limite al di sotto del quale sarebbe insufficiente".
... e chi troppo poco
Tra i rappresentanti dei cantoni che hanno pagato troppo poco, il ministro della sanità del canton Berna Philippe Perrenoud (PS) ha indicato che la proposta della CDS "non è né giusta, né equilibrata". È però chiaro che è necessario giungere a "un compromesso politico, senza tuttavia strapazzare la solidarietà intercantonale".
"Siamo interessati a una soluzione", ha invece commentato Claudia Hänzi, responsabile dell'Ufficio della sicurezza sociale del canton Soletta, mentre il portavoce del Dipartimento argoviese della sanità Balz Bruder ha affermato che "non chiudiamo la porta a nessuna ipotesi". Attualmente, ha aggiunto, non sono disponibili sistemi o
modelli che siano in grado di ricostituire la realtà.
200 franchi a testa ai ticinesi
Il rimborso sarebbe di 800 milioni di franchi a carico delle regioni che hanno versato troppo poco, degli assicuratori e della Confederazione. Ai ticinesi spetterebbero 200 franchi a testa una tantum. Il Consigliere federale Alain Berset si è detto favorevole.






