Per il mondo del lavoro ticinese quello odierno potrebbe essere un voto storico: il Parlamento - con 38 voto favorevoli, 27 contrari e4 astenuti - ha infatti accolto il rapporto di minoranza sull’iniziativa popolare dei Verdi “Salviamo il lavoro in Ticino”. L’iniziativa è stata sostenuta da Lega dei Ticinesi, PS e parte del PPD. Contrari: PLR ed UDC.
L’iniziativa - che era stata presentata da Greta Gysin e sottoscritta da oltre 11'800 cittadini - sollecita l’intervento statale laddove non sono in vigore contratti collettivi di lavoro (CCL) di obbligatorietà generale e con un salario minimo obbligatorio contro lo sfruttamento.
“Il problema è uno solo: i frontalieri sono chiamati perché costano di meno. Su questo punto bisogna essere chiari ed onesti”, ha tuonato in aula il coordinatore dei Verdi Sergio Savoia prima della votazione.
Trattandosi di una proposta di rango costituzionale, l’ultima parola spetterà comunque ai cittadini in votazione popolare.
Joe Pieracci
Dal Quotidiano





