Ticino e Grigioni

Scuola media: via i livelli, promossa la codocenza

La sperimentazione in sei sedi ha dato esiti positivi - Il Governo propone l’estensione graduale della riforma in sei anni - I costi maggiori compensati dal calo demografico

  • Ieri, 15:10
  • 2 ore fa
Tedesco e matematica, le materie al centro del progetto

Tedesco e matematica, le materie al centro del progetto

Di: Spi 

Il progetto per una scuola media senza livelli è entrato nel vivo negli scorsi giorni quando il Governo ha varato il messaggio per l’abbandono dei, contestati, corsi A e B in tedesco e matematica. Un momento informativo per presentare i risultati, positivi, della sperimentazione effettuata negli ultimi anni presso sei sedi è stato organizzato dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) giovedì pomeriggio a Bellinzona.

“La scuola dell’obbligo deve garantire equità e uguaglianza di opportunità a tutte e tutti gli allievi”, ha ricordato in avvio la direttrice del DECS, Marina Carobbio. Da qui la necessità di correggere gli scompensi socio-culturali e ridurre gli ostacoli che pregiudicano la formazione. La richiesta del superamento dei corsi A e B in matematica e tedesco, in III e IV media, si inserisce in questo contesto.

La sperimentazione per il superamento dell’attuale sistema era stata avallata nel 2023 dal Gran Consiglio e avviata presso sei sedi di scuola media (Chiasso, Massagno, Caslano, Bellinzona 2, Ambrì e Acquarossa). In questi istituti le due materie sono stati insegnate in classi eterogenee, applicando forme diverse, ma complementari di codocenza.

“La sperimentazione si è svolta negli anni scolastici 2023-24 e 2024-25 con l’insegnamento del tedesco e della matematica in classi eterogenee con forme diverse di codocenza”, ha ricordato Carobbio. La sperimentazione è avvenuta con l’accompagnamento scientifico e indipendente affidato alla Alta scuola pedagogica dei Grigioni. Il Consiglio di Stato ha istituito un ampio Gruppo di accompagnamento, con diversi portatori di interesse e diversi punti di vista.

Un corso base progressivamente stigmatizzato

Tiziana Zaninelli, presidente del Gruppo di accompagnamento e capa della Sezione dell’insegnamento medio, ha esposto le ragioni del superamento dei livelli. “Il corso base - ha detto - ha perso di attrattiva ed è stato progressivamente stigmatizzato diventando una seconda scelta. Il corso attitudinale è diventato la scelta ‘giusta’, quasi obbligata per ragioni di prestigio e di prospettive future. C’è pressione che le famiglie sperimentano”. Questa divisione in due gruppi, ha sottolineato Zaninelli, ha avuto effetti negativi su rendimento, motivazione, autostima e benessere.

Un altro aspetto, ha aggiunto Zaninelli, riguarda “la capacità degli allievi e il corso sperimentato che non sempre coincidono. Capita che allievi del corso base abbiano risultati uguali o superiori a quelli del corso attitudinale e viceversa. Questa è una diseguaglianza non giustificata”. L’origine sociale continua a pesare e “determinate categorie di allievi, soprattutto quelli di provenienza socio-economica sfavorita, sono meno rappresentate nei corsi A”. La sperimentazione, voluta dal Gran Consiglio, “permette di valorizzare l’eterogeneità presente nelle classi attraverso la codocenza”, ha detto ancora Zaninelli.

Crameri: “La coesione in classe migliora”

Ad accompagnare e valutare la sperimentazione, l’Alta scuola pedagogica dei Grigioni. Un bilancio scientifico che è stato esposto dalla dottoressa Stefania Crameri, collaboratrice scientifica. “L’indagine si è focalizzata sulla qualità dell’insegnamento in classi con la codocenza. I docenti coinvolti sono stati 47, gli allievi 368 e 134 i genitori”, ha detto. I rapporti finali sono stati inoltrati al DECS.

“Nel complesso la qualità dell’insegnamento si è mantenuta stabile su livelli elevati per l’intera durata del progetto, sia in matematica che in tedesco. Non emergono evidenze che la composizione eterogenea delle classi o la modalità di codocenza abbiano ripercussioni negative”, ha sottolineato la dottoressa Crameri. Degno di nota, inoltre, che la coesione sociale della classe aumenti inoltre nel tempo. Ma è emerso anche un forte impegno professionale del corpo docente.

Le sfide principali rilevate riguardano la differenziazione didattica e la valutazione in classi eterogenee. “Ma si tratta di sfide comuni, nulla di sorprendente. E ci sono stati netti miglioramenti”. Altra sfida la disponibilità di materiali didattici appositi per la matematica. C’è poi il capitolo genitori, con aspettative e timori diffusi (riguardo al fatto che il figlio o la figlia possano essere svantaggiati riguardo a ritmi e apprendimento): “Al termine della sperimentazione la grande maggioranza dei genitori ritiene che l’insegnamento offerto sia stato adeguato ai bisogni dei propri figli e che le valutazioni siano corrette”. Ne emerge che “la maggioranza dei genitori si dichiara abbastanza soddisfatta o soddisfatta”. In definitiva, “possiamo affermare che il nuovo modello di insegnamento permette di adempiere al mandato formativo che compete alla scuola dell’obbligo ticinese”.

Zaninelli: “Nessun livellamento verso il basso”

Anche il Gruppo di accompagnamento, ha detto poi Zaninelli, ha stilato un rapporto alla fine dello scorso ottobre. “I punti di forza sono senz’altro il riconoscimento di un buon clima in classe e una buona qualità delle relazioni. Una maggiore fiducia degli allievi nelle proprie capacità. Il lavoro con due docenti permette differenziazione e maggiore vicinanza. C’è poi la maggiore collaborazione tra allievi e allievi”, ha proseguito la coordinatrice del Gruppo. “Non c’è nessuna penalizzazione nelle prestazioni scolastiche e nessun livellamento verso il basso, che era stato una delle criticità sollevate all’inizio della sperimentazione”. Ci sono sfide, “o opportunità, come l’accompagnamento e la formazione dei docenti, la preparazione di materiali didattici e la possibilità di avere momenti di incontro tra docenti per la progettazione comune del lavoro”.

Il messaggio governativo del 18 marzo è stato illustrato dalla consigliera di Stato: “La sperimenzazione mostra che il superamento dei corsi A e B, attraverso l’impiego della co-docenza permette di generare effetti positivi sul clima scolastico e sulla motivazione di allievi e allieve, senza ripercussioni negative sul rendimento scolastico dell’insieme”. Tenuto conto di ciò, “il Consiglio di Stato propone - come richiesto dal Gran Consiglio - una modifica della base legislativa che elimina il sistema dei ‘livelli’”.

La proposta, ha continuato Carobbio, si inserisce negli sforzi in atto per rispondere al crescente fenomeno del disagio giovanile. “Il superamento dei corsi A e B riduce elementi di pressione e selettività e potrebbe contribuire positivamente al miglioramento del clima scolastico e del benessere psicosociale di allieve e allievi”. Durante la sperimentazione sono stati adottati vari modelli di co-docenza, adattandoli alle proprie esigenze. “L’esperienza ha mostrato che la co-docenza non si riduce a un unico modello rigido, ma rappresenta un insieme di pratiche che potranno essere modulate e integrate a seconda del contesto”, ha detto la direttrice del DECS.

Carobbio: “Implementazione sull’arco di 6 anni”

Con il suo messaggio il Consiglio di Stato evidenzia che una generalizzazione immediata del superamento del corsi A e B a tutti i restanti 30 istituti di scuola media - nel contesto attuale - non sarebbe possibile. Governo, ha spiegato Marina Carobbio, “propone una progressione che prevede di estendere l’implementazione sull’arco di 6 anni scolastici a partire dal 2027-28”. Nell’anno 2032-33 si arriverebbe quindi alla completa attuazione.

L’introduzione della codocenza, con più docenti in tedesco e matematica, ha anche un impatto finanziario. A Bellinzona è stato spiegato che il maggior costo della riforma sarebbe però compensato, in parte o del tutto, dalla riduzione del numero di sezioni della scuola media in base all’evoluzione demografica. A regime potrebbe costare, rispetto ad oggi, 3,6 milioni in più (in base allo scenario prudenziale) o 2,2 milioni in meno (scenario di riferimento).

La sperimentazione ha dunque superato l’esame e la “palla” passa ora al Gran Consiglio.

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