Ticino e Grigioni

Studenti ticinesi in piazza per la Palestina

Sono circa 250 le persone che a Bellinzona hanno preso parte alla manifestazione promossa dal SISA

  • 17.11.2025, 16:25
  • 17.11.2025, 21:16
Il corteo pro Palestina a Bellinzona

Il corteo pro Palestina a Bellinzona

  • RSI
Di: Pa.St. 

Si è tenuta lunedì a Bellinzona una mobilitazione studentesca pro Palestina, che vede la partecipazione - secondo le stime - di circa 250 persone. Il corteo, promosso dal Sindacato indipendente studenti e apprendisti (SISA), è partito dalla stazione ferroviaria della capitale ticinese per poi arrivare in Piazza Governo.

I manifestanti in Piazza Governo

I manifestanti in Piazza Governo

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In una lettera aperta sono esplicitate le rivendicazioni dei manifestanti: che il governo riconosca lo Stato di Palestina, cessi qualunque collaborazione militare e commerciale con Israele e interrompa il silenzio riguardo alla violazione dei diritti umani del popolo palestinese da parte di Israele, per citarne alcune.

Fumogeni durante il corteo

Fumogeni durante il corteo

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La mobilitazione si è svolta nell’ambito della giornata per la Palestina promossa in diversi istituti scolastici ticinesi (licei, Scuola cantonale di Commercio, Scuola specializzata per professioni sanitarie e sociali e CISA): durante la mattinata gli studenti hanno preso parte a una serie di incontri per parlare di Palestina e della situazione nella Striscia di Gaza. Un’iniziativa, questa, nata dal basso, dagli allievi, che è poi stata coordinata con le direzioni di ogni sede.

“Ci sono stati tentativi di censura”

Nel corso della mobilitazione sono emerse critiche per le limitazioni imposte da alcune direzioni scolastiche alle attività proposte dagli studenti. Il coordinatore del SISA, Ismael Camozzi, ha parlato di “una ferita aperta delle censure che hanno fatto diverse direzioni. Noi vogliamo una scuola aperta alla società. Una scuola coraggiosa.”

Al Liceo di Mendrisio, allo CSIA e al Liceo di Bellinzona varie proposte sono state ridotte o respinte: a Bellinzona, su 16 attività presentate, solo 7 sono state accettate. Camozzi denuncia “veri e propri tentativi di sabotaggio e censura, con il timore che la scuola sia attaccata da una certa politica. Per noi questo è inaccettabile.”

A complicare l’organizzazione è arrivata anche la decisione del DECS di giustificare le assenze solo dalle 15.45. Secondo Adam Barbato, coordinatore della Gioventù Comunista, se in alcune scuole “si è riuscito a trattare” in altre no, e “questo può aver ostacolato per alcuni la presenza a questa manifestazione.”

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