Ticino e Grigioni

Tassa sul sacco agita Lugano

La Lega luganese sale sulle barricate, ma si fa notare che proprio i "suoi" Zali e Foletti la sostengono

  • 29.04.2015, 09:50
  • 4 maggio, 11:42
I rifiuti spaccano ancora la politica a Lugano

I rifiuti spaccano ancora la politica a Lugano

  • ©Ti-Press

La questione della tassa sul sacco a Lugano torna d’attualità dopo un breve periodo di "tregua”. La Commissione della gestione ha infatti meno di una settimana per terminare la sua analisi del Preventivo 2015 cittadino e già sembra certa una spaccatura tra i commissari.

I leghisti per voce del capogruppo Attilio Bignasca hanno confermato ai quotidiani che, dopo aver ricevuto i dati sui costi del sistema di smaltimento, sottoporranno un rapporto di minoranza contrario all'introduzione della novità e poi faranno un referendum. Per Bignasca un comune che può "spendere 20 milioni l’anno per il LAC non può andare a colpire tutti con una tassa del genere".

Secondo il PLR, l’eventualità del referendum porterebbe a una perdita di sei milioni, mentre il PPD ritiene la situazione a Lugano "illegale" e considera forse un bene la possibilità di votare in merito. I socialisti sottolineano la posizione contraddittoria della Lega, che non vuole la tassa a Lugano, ma vede favorevoli il ministro Claudio Zali e il municipale luganese Michele Foletti – entrambi sostenuti massicciamente dai votanti il 19 aprile.

EnCa

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