Alla fine di marzo andò a casa della moglie, nel Luganese. La donna aveva deciso di lasciarlo, ma lui non si rassegnava. Per l’ennesima volta provò a convincerla a tornare sui propri passi: prima a parole, poi con un approccio. Lei disse di “no”, e a quel punto l’uomo perse la testa. Il 50enne portoghese la gettò per terra, le strappò i vestiti e cercò di stuprarla. La reazione della vittima gl’impedì di farlo, ma successivamente – almeno secondo gl’inquirenti - riuscì comunque a compiere un atto sessuale.
Da qui le accuse ipotizzate dal procuratore pubblico Amos Pagnamenta, che settimana scorsa ha firmato il rinvio a giudizio. Tentata violenza carnale e coazione sessuale i reati di cui il 50enne (tornato nel frattempo a piede libero) dovrà rispondere alle Assise Criminali. L’uomo, difeso dall’avvocato Alain Susin, ammette la prima imputazione. Nega però che successivamente si sarebbe consumato l’abuso contestatogli dal magistrato.
Francesco Lepori
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Il servizio di Francesco Lepori
RSI Info 02.10.2013, 20:05











