Ticino e Grigioni

Verso il divieto di cellulari anche alle elementari

La consigliera di Stato Marina Carobbio conferma che il DECS sta lavorando all’estensione delle misure già in vigore alle medie - Previsto il coinvolgimento dei Comuni

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Il divieto del telefonino alle scuole comunali ticinesi

SEIDISERA 28.08.2025, 18:00

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Di: SEDISERA/YR 

Finite le vacanze estive, con l’inizio dell’anno scolastico alle porte, il Ticino si prepara a una svolta significativa: l’estensione del divieto di utilizzo dei cellulari anche alle scuole elementari e dell’infanzia. Lo ha annunciato ai microfoni di SEIDISERA la consigliera di Stato Marina Carobbio, direttrice del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), a pochi giorni dal suono della prima campanella.

“Stiamo lavorando per emanare delle direttive che diano indicazioni anche a livello comunale”, ha spiegato Carobbio. La misura, che potrebbe entrare in vigore già in autunno, mira a contrastare gli effetti negativi dell’uso eccessivo dei dispositivi elettronici sui giovani: “Studi nazionali e internazionali dimostrano le conseguenze per la salute e il benessere di ragazze e ragazzi, come disturbi d’ansia o isolamento. Quindi è necessario intervenire ed estendere questo divieto di utilizzo del cellulare anche alle scuole comunali, proprio perché purtroppo l’età di utilizzo diminuisce”.

L’idea è stata discussa durante l’estate con una delegazione dell’Associazione Comuni ticinesi, che l’ha accolta positivamente. Il comitato dell’associazione ne discuterà prossimamente, sulla base di una proposta del DECS, “in modo da coinvolgere i Comuni e avere anche delle risposte da parte loro su come applicare queste buone pratiche che già noi applichiamo per le scuole medie”, aggiunge Carobbio.

Un divieto a lezione e ricreazione

Il modello di riferimento è quello già in vigore nelle scuole medie ticinesi dal 2020, dove l’uso dei dispositivi digitali personali è vietato durante le lezioni e le ricreazioni. I cellulari devono essere spenti e non visibili all’interno del perimetro scolastico. “Abbiamo interpellato le direzioni delle 36 sedi e sono emersi degli spunti interessanti per adattare le attuali direttive che toccano le scuole medie. Penso per esempio alla necessità di non più parlare solo del divieto di utilizzo dei telefonini, ma anche di altri dispositivi elettronici, come gli smartwatch o gli auricolari”.

Il Ticino segue così l’esempio di altri cantoni svizzeri, come Vallese, Nidvaldo e Argovia, che hanno recentemente introdotto il divieto dei cellulari in tutte le scuole dell’obbligo, pause pranzo comprese. Carobbio ha però ribadito che il divieto non basta da solo: bisogna affiancare misure educative per favorire un uso consapevole delle tecnologie e implementare il dialogo con le famiglie.

Quanto all’applicazione delle nuove regole, la consigliera di Stato si è detta fiduciosa: “Già oggi le scuole, le direzioni scolastiche e i docenti vigilano. La maggior parte degli istituti riesce a far rispettare le regole attuali”. Tuttavia, Carobbio ha riconosciuto che ci sono ancora sfide da affrontare, come l’uso dei dispositivi durante la pausa pranzo o attorno al perimetro scolastico. “È importante costruire un patto con le famiglie e portare avanti insieme questo discorso, perché non può essere affrontato solo dalla scuola”, ha concluso.

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