Per chi lavora in vigna, la meteo può essere un’ottima alleata, oppure la peggior avversaria. Quest’anno, grazie alle temperature e al clima ventilato della settimana scorsa, si vedono già le nuove foglie e le prime gemme.
“Per il momento è un buon inizio, le gemme sono germogliate bene, sembra che ci sia un buon potenziale di vegetazione”, spiega alle telecamere del Quotidiano Davide Cadenazzi, presidente di Federviti, la Federazione dei viticoltori della Svizzera Italiana. Purtroppo, però, la riuscita della vendemmia non dipende soltanto dalla meteo, finora favorevole, di quest’anno.
“Le gemme della vite si formano l’anno precedente e, con il mese di giugno che abbiamo avuto, si può presupporre una vendemmia scarsa a seguito di acini un po’ inferiori, di grappoli un po’ più piccoli e un po’ più corti. L’unica variabile che ci può aiutare, in questo senso è la fioritura: con una fioritura eccezionale magari potremo ambire ad avere qualche chilo in più”, continua Cadenazzi.
Rimane però la preoccupazione delle gelate notturne, che potrebbero danneggiare i giovani e delicati germogli, compromettendo la vendemmia futura. Un’apprensione alleviata dalla meteorologa Lisa Moser, che spiega: “Attualmente non si vede questo rischio in modo marcato; abbiamo temperature che si abbassano, sì, però rimangono delle giornate nuvolose con anche la notte coperta, quindi il suolo non riesce a raffreddarsi in modo da avere delle gelate notturne”.
Anche nei prossimi giorni, il clima dovrebbe rimanere piuttosto soleggiato, con delle notti che, nonostante possano essere serene, resteranno attorno a una temperatura minima di otto gradi.
Anche le piogge che dureranno da domenica notte a lunedì sera, non dovrebbero danneggiare la vite: sono infatti previsti dai 40 ai 60 millimetri in Vallemaggia e al massimo una trentina nelle altre regioni del Ticino e nel Moesano.
Un buon inizio, quindi, per i viticoltori, soprattutto se comparato a quello dell’anno scorso, quando le piogge costanti avevano richiesto trattamenti fitosanitari.






