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Gli svizzeri amano sempre più le propulsioni alternative

L’arrivo di nuovi modelli ibridi o elettrici garantisce il successo di questi motori, come lo conferma l’arrivo di prodotti con autonomia maggiorata e tempi di ricarica accorciati

  • 27 ottobre 2023, 12:48
  • 2 novembre 2023, 14:03
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Autonomia in crescita e tempi di ricarica sempre più brevi rafforzano l'interesse degli elvetici nelle moderne auto elettriche, come la Hyundai Kona

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Di: Enrico Campioni

Come si sa, alle recenti elezioni federali i partiti più vicini all’ambiente come i Verdi o i Verdi liberali hanno perso una notevole quota di forza e di seggi a Palazzo federale. Si tratta di un esito in netto contrasto con il risultato evidentemente straordinario che avevano ottenuto quattro anni fa, ma la coscienza ecologica degli svizzeri non è per questo diminuita.

Infatti, il mercato dell’auto elvetico continua a orientarsi verso i propulsori alternativi, con questi ultimi che popolano sempre più le strade del Paese. Lo conferma l’associazione mantello degli importatori, Auto-Suisse, che alla fine del terzo trimestre di quest’anno ha rilevato il favorevole sviluppo di questo genere di motorizzazioni. E non è un caso.

Dopo i primi nove mesi le vetture a propulsione alternativa (elettriche, ibride, a idrogeno, a gas) costituivano appunto il 55,9% del totale delle vendite di quel periodo. Di queste circa la metà (pari al 27,2%) erano ibride o ibride ricaricabili (plug-in), mentre le elettriche “pure” si erano meritate oltre 36’200 immatricolazioni nella Confederazione elvetica e il 19,8% del mercato.

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Il cofano di un'elettrica moderna come la Hyundai Kona: spiccano i cavi di ricarica anziché cinghie, cavi, motore (metallico) e così via

In merito ai dati più recenti, che riguardano lo scorso settembre, si vedono le auto ibride non ricaricabili meritarsi un notevole 26,8% del mercato, di poco davanti alle elettriche (23,8%). In cifre si tratta di 5’7787 ibride pure (+18,2% rispetto a dodici mesi prima) e 5’133 vetture a corrente (+21,9% e 5’133 nuove unità vendute), a cui si somma il cospicuo recupero delle ibride plug-in, che a settembre sono migliorate del 30,1% rispetto allo stesso mese 2022, con 2’086 unità vendute e il 9,7% di quota di mercato. Tutto ciò dimostra l’ottimo andamento delle immatricolazioni di automobili che hanno una batteria e, in particolare di modelli che si attaccano a una presa elettrica.

Tale andamento è in parte sostenuto - con qualche distinguo - dall’arrivo in listino di nuovi modelli che soddisfano i consumatori in termini di look, prezzo, equipaggiamento e che, nel caso delle elettriche al 100%, garantiscono valori di autonomia e tempi di ricarica nettamente migliorati.

D’altronde la Svizzera è una nazione che si dimostra molto più appassionata dalla trazione a batteria rispetto a tanti Stati europei e la situazione è ben evidenziata dall’Associazione dei produttori di auto europei (ACEA), che di recente su x/Twitter ha mostrato i volumi di vendite di vetture nell’UE a seconda del tipo di motore. Si ha così che le elettriche sono al 14,8%, le ibride plug-in al 8,2%, le ibride pure al 27,3%, - per un totale di quote di mercato che supera di poco la metà (50,3%). Va detto che, stando ai dati del settembre scorso forniti da ACEA, le vetture a benzina mantengono ancora una quota di mercato del 34,1%.

Lukas Hasselberg, ex giornalista elvetico a capo delle PR per l’Europa centrale di Astara, distributore del marchio Hyundai (e non solo) in Svizzera, spiega che la realizzazione di auto che “nascono elettriche o predisposte ad essere elettrificate” (insieme al calo dei modelli ideati con motori termici e poi “elettrificati”, ndr.) è alla base degli ottimi risultati delle propulsioni alternative nel nostro Paese.

Secondo Hasselberg, a Lugano nei giorni scorsi per un evento, il mercato svizzero è molto attento alle problematiche ambientali, ha recepito prima di altri i vantaggi delle auto elettriche o ibride e per questo premia tali soluzioni tecniche scegliendole a detrimento delle unità motrici a benzina o diesel. Nel caso dei modelli più recenti della categoria come la Hyundai Kona, questi permettono ormai percorrenze ben più elevate rispetto a quanto offerto in precedenza. D’altronde, la marca dichiara tra 454 e 514 km di autonomia per la variante con batterie più potenti (65,4 kW/h) e 377 km con l’accumulatore da 48,4 kW/h . Si tratta di valori che equivalgono alla possibilità di raggiungere senza troppe ansie - partendo da Lugano con un pieno - Firenze con le batterie da 65,4 kW/h e Bologna con quelle da 48,4 kW/h.

I prezzi di listino sempre più interessanti - una Kona elettrica con 514 km d’autonomia è in listino da meno di 47’000 franchi e le ibride o le elettriche pure abbondano persino tra le utilitarie – è un altro aspetto che ha “messo il turbo” alle vendite di propulsioni alternative. È però che vero che i risultati comunque positivi delle auto ibride o elettriche potrebbero essere ancora migliori e, senza una reazione delle autorità, avranno sempre meno slancio. Per questo servirebbe, precisava qualche settimana fa il presidente di Auto-Suisse e direttore di Avenir Suisse Peter Grünenfelder, “una politica conseguente e coerente per rafforzare la richiesta di motori alternativi”. Si vedrà se i vecchi e nuovi deputati e senatori che animano le Camere a Berna sapranno raggiungere tale obiettivo.

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