(RSI/JM)

Il Grande Gioco Artico

I ghiacci si stanno sciogliendo e la Cina vuole trasformare l’antico passaggio a nord-est in una nuova Via della seta polare – I reportage

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Prendiamo una cartina geografica, dispieghiamola sul tavolo e cerchiamo l’Artico. Incredibile: è quasi inesistente. Trasfigurato dalla bidimensionalità, il Grande Nord appare appiccicato ai bordi, ridotto a una vaga striscia marginale. Nel migliore dei casi, sugli ultimi millimetri utili della carta sarà stampata la piccola scritta “Mare Glaciale Artico” (come un Hic Sunt Leones, “qui ci sono i leoni”, con cui gli antichi geografi indicavano le aree sconosciute del pianeta). Nel peggiore dei casi - il più frequente - non ci sarà invece scritto niente.

Cerchiamo invece un mappamondo o andiamo su Google Earth. Ecco che questo pezzetto di pianeta emergerà in tutta la sua centralità. Poche migliaia di chilometri che toccano però tutti i continenti: Europa, America, Asia. E se in più ci si mette il riscaldamento climatico, che secondo i climatologi avrà trasformato entro il 2030 i ghiacci in acque navigabili quasi tutto l’anno, il gioco è fatto. Anzi: il Grande Gioco, il gioco delle potenze globali, affamate di nuove rotte marittime per alimentare i commerci, la crescita economica, il PIL.

La Cina corre veloce

In questa corsa all’Artico, la Cina è la potenza che corre più velocemente. Per raggiungere l’Europa dall’Asia, costeggiare la Siberia è vantaggioso: il tempo di percorrenza della “Via della Seta Polare” è quasi dimezzato rispetto alla tradizionale rotta che passa dal Canale di Suez, con risparmi anche sul carburante.

E così Pechino non rimane a guardare, tesse contatti, spinge per infrastrutture. In Finlandia, per esempio, i cinesi hanno messo sul tavolo 15 miliardi di franchi per costruire un gigantesco tunnel ferroviario sottomarino Helsinki-Tallin, che in futuro potrà servire a trasportare in Europa merci provenienti dalla Via della seta polare. Più a nord, lo sperduto porto norvegese di Kirkenes è entrato da qualche anno nel radar degli armatori cinesi. Le sue acque profonde sono perfette per ospitare le grandi navi cargo asiatiche. E, nonostante lo scetticismo del governo centrale, la comunità locale non vuole perdere questa occasione. Cambia il clima, cambia la geografia, cambia la Storia. Un nuovo mare emerge dal ghiaccio che si scioglie. E l’Artico, fino ad oggi l’ultima misteriosa frontiera, sta diventando centrale.

Per approfondire la questione, siamo andati in Finlandia e Norvegia, per realizzare due reportage andati in onda durante il Telegiornale:

 
Jonas Marti
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