L'ONU discute il caso Ucraina

TG 20 di lunedì 31.01.2022

Scontro USA-Russia all'ONU

Pronte le sanzioni anti-Putin. Nelle stesse ore navi militari russe nel canale di Sicilia. Biden: "Siamo pronti a tutto"

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Duro scontro Washington-Mosca nella prima riunione del consiglio di sicurezza dell'ONU dedicata alla temuta minaccia di un'invasione russa in Ucraina. Un'iniziativa statunitense che la Russia ha tentato vanamente di bloccare con un voto procedurale che ha riscosso soltanto il sostegno della Cina, sempre allineata col Cremlino al Palazzo di Vetro.

Le navi militari russe nel canale di Sicilia

Nelle stesse ore un gruppo navale russo attraversava il canale di Sicilia nell'ambito di annunciate esercitazioni navali nel Mediterraneo, suscitando qualche preoccupazione. Ma lo Stato Maggiore della Difesa italiano ha rassicurato che "la formazione sta effettuando un transito in acque internazionali e non viola la sovranità degli Stati rivieraschi", aggiungendo che la NATO continua a seguire la navigazione del gruppo navale sin dalla partenza ed escludendo "comportamenti o volontà escalatorie" da parte dell'Alleanza e della formazione navale russa.

Gli USA: "Come vi sentireste con 100'000 soldati al confine?"

"La situazione che stiamo fronteggiando in Europa è pericolosa e urgente e la posta in gioco per l'Ucraina, e per ogni Stato membro dell'ONU, non potrebbe essere più alta. Le azioni di Mosca colpiscono il cuore della Carta delle Nazioni Unite e sono una minaccia chiara alla pace e sicurezza", ha accusato senza mezzi termini l'ambasciatrice americana alla Nazioni Unite, Linda Thomas-Greenfield, spiegando che "ora è il momento di un dibattito pubblico". La rappresentante statunitense ha chiesto agli altri membri anche come si sentirebbero se avessero 100'000 soldati al loro confine e ha messo in guardia che Mosca intende aumentare a 30'000 i suoi militari nel Paese alleato della Bielorussia, con la possibilità di "arrivare in meno di due ore a nord di Kiev".

La Russia nega: "USA creano isteria"

Piccata la replica dell'ambasciatore russo all'ONU, Vasily Nebenzia che, negando ogni intenzione di invasione, ha accusato a sua volta gli USA di "creare isteria" e di usare la "diplomazia del megafono" per "ingannare la comunità internazionale" con "accuse infondate", rievocando le false prove statunitensi sulle armi di distruzione di massa in Iraq per attaccare Saddam Hussein.

Nebenzia ha proposto anche una nuova riunione del Consiglio di Sicurezza per il 17 febbraio, settimo anniversario degli accordi di Minsk, "per discutere della situazione per una soluzione in Ucraina". Una linea assecondata da Pechino, mentre Francia e Gran Bretagna hanno fatto quadrato intorno agli americani difendendo Kiev, che poche ore prima aveva annunciato l'arresto di un gruppo di persone accusate di preparare una sommossa nella capitale e in altre città ucraine "per destabilizzare la situazione", con l'ombra dei servizi russi.

La crisi ucraina

La crisi ucraina

TG 20 di sabato 29.01.2022

Biden: "Siamo pronti a tutto"

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, nel frattempo, definiva la riunione al Palazzo di Vetro come "un passo cruciale nel radunare il mondo per prendere posizione con una sola voce" contro l'uso della forza e a favore del dialogo. Gli Stati Uniti continuano a cercare una soluzione diplomatica alla crisi in Ucraina ma sono "pronti a tutto quello che può accadere", ha detto Biden.

"Se la Russia sceglie di allontanarsi dalla diplomazia e di attaccare l'Ucraina, ne porterà la responsabilità e subirà conseguenze rapide e severe", ha ammonito, ricordando che gli USA e i suoi alleati "continuano a prepararsi per qualsiasi scenario". Come le sanzioni in caso di invasione, su cui repubblicani e democratici sono vicini ad un accordo al Congresso per colpire l'inner circle di Vladimir Putin, come ha confermato in serata la Casa Bianca, oltre al gasdotto Nord Stream e l'accesso alle transazioni in dollari. O una fornitura energetica alternativa all'Europa nel caso Mosca chiuda i rubinetti: Biden ne ha discusso alla Casa Bianca con l'emiro del Qatar (il Paese più ricco al mondo di gas) Tamim bin Hamad al-Thani, primo leader del Golfo a vedere il presidente, a conferma di un cambio delle relazioni americane nella regione, dove la precedente amministrazione Trump privilegiava Arabia Saudita ed Emirati a scapito di Doha.

Diplomazia al lavoro

La diplomazia intanto continua a tessere la sua tela in ogni direzione. Il premier britannico Boris Johnson ha parlato con il presidente russo Vladimir Putin e martedì vola dal presidente ucrainoVolodymyr Zelensky a Kiev, dove sono attesi nei prossimi giorni anche i ministri degli Esteri francese, tedesco e polacco, dopo quello canadese. Il segretario di Stato USA, Antony Blinken, invece avrà un colloquio telefonico con il suo collega russo Serghiei Lavrov. Questo mentre Danimarca e Polonia si sono dette pronte a mandare a Kiev equipaggiamenti e munizioni, ma l'Ungheria si rifiuta di accogliere truppe NATO per l'emergenza.

ATS/M. Ang.
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