Idee che prendono forma

Innosuisse promuove l'innovazione in Svizzera, con progetti che vanno dalla mobilità a Bellinzona alla produzione di sci

La promozione dell'innovazione in Svizzera, da inizio 2018, è nelle mani di Innosuisse, che ha preso il posto della Commissione per la tecnologia e l’innovazione (CTI). L'organizzazione si occupa della promozione di progetti proposti direttamente dalle aziende, attività che assorbe i tre quarti del suo budget e ha un occhio di riguardo per le attività delle startup.

Un'attività che porta a dei risultati concreti, come può testimoniare Nicoletta Casanova, CEO di FEMTOprint, che oltre 20 anni fa aveva avviato un'impresa grazie all'appoggio della CTI e che oggi siede nel consiglio dell'innovazione di Innosuisse.

Dalla mobilità agli sci

La filosofia dell'organismo è di essere aperto a qualsiasi proposta valida che arrivi dal tessuto economico, ma allo stesso tempo propone undici reti tematiche nazionali, che si occupano di argomenti che vanno dai laser alla stampa 3D, così come otto centri di competenza sparsi sul territorio che si concentrano sul tema dell'energia.

Uno di questi, spiega Casanova, sta collaborando con la città di Bellinzona e la SUPSI per sviluppare una app per capire le abitudini di spostamento della popolazione e incoraggiare una mobilità sostenibile attraverso sfide, ricompense e premi, promuovendo così degli spostamenti meno avidi di energia.

I progetti innovativi possono però arrivare anche da settori tradizionali, come la produzione di sci, con la collaborazione tra la Stöckli e la scuola universitaria di ingegneria e architettura di Lucerna che ha portato a nuove e migliori presse per gli sci con un risparmio energetico del 20%.

Uno sguardo al futuro

Innosuisse non si occupa solo di quanto succede oggi, ma ha anche il compito non facile di consigliare la Confederazione su quali saranno i principali temi legati all'innovazione da seguire e supportare.

Si tratta di una grande sfida per l'organizzazione, sottolinea Casanova, anche se alcune tendenze sono già chiare. Una riguarda il mondo del lavoro, che con le nuove tecnologie deve essere flessibile e la manodopera pronta ad adattarsi alle nuove tecniche.

Simone Fassora

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