Il grande ritorno degli ospiti stranieri (Tipress)

Alberghi svizzeri col vento in poppa

I pernottamenti aumentano nel 47% nel primo semestre dell'anno. In Ticino (-13%) si sconta l'eccezionale 2021

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Un primo semestre in netta ripresa per il settore alberghiero svizzero, sebbene i livelli pre-Covid siano ancora lontani. Fa eccezione il Ticino che mostra una flessione dopo i numeri eccezionali del 2021.

Turismo svizzero a gonfie vele

Turismo svizzero a gonfie vele

TG 12:30 di venerdì 05.08.2022

 

Stando ai dati diffusi oggi (venerdì) dall'Ufficio federale di statistica (UST) nei primi sei mesi dell'anno nella Confederazione sono stati registrati 16,9 milioni di pernottamenti. La progressione è del 47% rispetto al 2021, ma se il confronto viene fatto con il primo semestre 2019 la flessione è del 10%.

Il comparto è stato sì sostenuto dagli ospiti svizzeri (+8% a 10,0 milioni), ma a stimolare la domanda è stato soprattutto il ritorno in forze degli stranieri (+213% a 6,9 milioni).

Guardando ai paesi di provenienza, la classifica presenta aumenti stratosferici, visti i numeri contenuti dell'anno prima: Germania (+108% a 1,6 milioni), Stati Uniti (+1064% a 0,8 milioni), Regno Unito (+1030% a 0,6 milioni), Francia (+70% a 0,6 milioni) e Italia (+102% a 0,3 milioni).

L'unica eccezione è rappresentata dal Ticino (-13% a 1,1 milioni), che l'anno scorso aveva però brillato, potendo approfittare del boom della domanda indigena in tempi di coronavirus. I numeri restano comunque superiori a quelli prepandemici.

 
Ats/Spi
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