Come "drogati" per le serie-TV

Troppa offerta? Scatta la fruizione compulsiva. Sempre più persone si chiudono in casa e c'è chi usa telecomandi che ne accelerano la visione, ma così si perde la poesia del film

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Il numero di serie televisive è in continuo aumento e sono sempre di più le piattaforme che le offrono. Un'abbondanza che certo non facilita la scelta. Tanto che molte persone, per non perdersi nulla e essere sempre aggiornati, si chiudono letteralmente in casa per giorni per finirle. E addirittura c'è chi ne accelera la visione con comandi appositi o portali e software ad hoc.

Tra i fornitori di contenuti, Netflix ha già sperimentato proprio la funzione che permette di accelerare o rallentare la riproduzione video per assecondare il fenomeno del binge watching, ovvero il consumo per ore di intere serie tv guardandosi un episodio dopo l'altro.

Secondo Luca Barra, esperto di televisione all'università di Bologna, il fenomeno non è del tutto nuovo, ma è  stato accentuato dalle piattaforme digitali. In effetti dal 2009 al 2018 il numero di serie tv sul solo mercato americano è più che raddoppiato, passando da poco più di 200 a 495.

L'industria cinematografica , che ha già adattato parzialmente le sue scelte narrative, vede con scetticismo le nuove modalità di fruizione poiché altererebbero i contenuti e alimenterebbero un rapporto malsano con il prodotto. Dello stesso parere anche Romain Graf, regista di serie tv svizzere. "Il cinema si permette di mettere in primo piano la poesia mentre per la televisione lavora piuttosto sull'intrigo. Quando si guarda tutto rapidamente, temo si rischi di perdere la poesia che c'è nell'immagine, perché c'è qualcosa, direi di epilettico, nel guardare le serie cosi", spiega Graf.

Alcune piattaforme hanno intanto deciso di diffondere gli episodi uno alla volta e non tutti insieme, a scadenza, ad esempio settimanale, come un tempo. Un ritorno al passato della serialità insomma. O forse al futuro.

TG/D. PAggi/M. Ang.
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