Il testo verte sulle condizioni legate ai pagamenti diretti destinati alle aziende agricole
Il testo verte sulle condizioni legate ai pagamenti diretti destinati alle aziende agricole (archivio tipress)

Per acqua potabile pulita e cibo sano

Focus sulla prima delle due iniziative sottoposte al popolo per l’appuntamento alle urne del 13 giugno

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L’iniziativa popolare “Per acqua potabile pulita e cibo sano”, depositata a inizio 2018 con quasi 114’000 firme valide a sostegno, è il primo oggetto su cui saremo chiamati a esprimerci per la prossima tornata di votazioni federali. La proposta di modifica costituzionale è avversata dal Governo ed è stata respinta da entrambe le Camere federali.

Il testo verte sui cosiddetti pagamenti diretti, ossia sui contributi che la Confederazione versa alle imprese agricole per sostenere prestazioni che i prezzi dei prodotti non sono in grado di coprire. Tali contributi sono tuttavia vincolati all’adempimento di tutta una serie di presupposti di natura ambientale. Il testo sottoposto ai votanti rende il quadro normativo più rigido, condizionando i pagamenti diretti alla conservazione della biodiversità, all’esclusione dei pesticidi dalle coltivazioni e alla preclusione degli antibiotici nell’allevamento del bestiame. Le imprese agricole legittimate ai pagamenti diretti, inoltre, potranno detenere bestiame solo nella misura legata al numero di animali che si riescono ad alimentare con foraggi prodotti dalle stesse aziende.

Iniziativa per acqua potabile pulita e cibo sano: il video esplicativo diffuso dalla Cancelleria federale

 

L’iniziativa prevede, nel caso di un “sì” in votazione popolare, l’applicazione di un termine transitorio di 8 anni.

Gli argomenti degli iniziativisti

I promotori del testo puntano ad un riorientamento dei sussidi, denunciando i rischi per l’acqua potabile, e in definitiva per la salute, che sono riconducibili all’uso di pesticidi e antibiotici, nonché all’eccesso di letame e liquami riversati nel suolo. Si tratta quindi, sottolineano, di reindirizzare le sovvenzioni pubbliche in funzione di una produzione tale da assicurare la salubrità delle acque e la salute della popolazione.

Si tratta quindi di impiegare il gettito delle tasse in modo che gli agricoltori possano produrre cibo nel rispetto della sostenibilità. Essi inoltre, sostengono gli iniziativisti, beneficeranno durante la transizione di sostegno sul piano della formazione, della ricerca e del contributo agli investimenti.

Il “no” di Governo e Parlamento

Scenari di indebolimento per la produzione agricola, effetti controproducenti rispetto a quelli auspicati, esclusione degli antibiotici anche per la prevenzione delle malattie del bestiame. Sono alcune delle principali motivazioni con cui sia le Camere che il Consiglio federale raccomandano il “no” al testo. L’iniziativa, pur in presenza di obiettivi giudicati legittimi, viene definita eccessiva.

Nell’eventualità di un “sì” all’iniziativa, l’inquinamento dei corsi d’acqua diminuirebbe ma a costo di un inquinamento ambientale trasferito, di fatto, all’estero: i consumi inalterati imporrebbero infatti maggiori importazioni di derrate prodotte in altri Paesi. Inoltre una parte delle imprese interessate (come quelle che acquistano grandi quantitativi di foraggio o quelle che ricorrono con regolarità a sostanze fitosanitarie) opterebbero per la rinuncia ai pagamenti diretti, col risultato di non essere più vincolate al rispetto degli oneri ambientali.

ARi

13 giugno, verso 5 sì

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TG di venerdì 07.05.2021

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