Il quartiere in cui fu commesso il delitto
Il quartiere in cui fu commesso il delitto (keystone)

Rupperswil, filmò gli abusi

Pubblicato l'atto di accusa del processo per il quadruplo omicidio, che si apre martedì

Il tribunale distrettuale di Lenzburg, chiamato da martedì a processare l'autore del quadruplo omicidio di Rupperswil del dicembre 2015, uno dei delitti più efferati della storia criminale svizzera, ha pubblicato lunedì le 20 pagine dell'atto di accusa, dal quale risulta la dettagliata preparazione del 34enne svizzero. L'imputato, reo confesso, riuscì ad accedere all'abitazione, in cui poi uccise una 48enne, i suoi due figli e la ragazza del maggiore, grazie a una lettera falsificata che gli permise di spacciarsi per un collaboratore di un servizio psicologico scolastico.

Era perfettamente attrezzato
Era perfettamente attrezzato (keystone)

Pedofilo, da tempo aveva messo gli occhi sulla più giovane delle sue vittime, il figlio minore 13enne. Aveva compiuto sopralluoghi e spiato la vita della famiglia. Come già noto, una volta immobilizzata la famiglia, abusò del ragazzino. Si scopre ora che filmò anche quegli atti, trasferì le immagini il giorno stesso dal telefonino al computer e le riguardò in seguito a più riprese, l'ultima volta il 6 maggio 2016. Sei giorni dopo venne arrestato ad Aarau, dopo 146 giorni di indagini. 

Dopo averle fatto legare tutta la famiglia, costrinse la donna a uscire e prelevare del denaro (1'000 euro e 10'000 franchi). Al suo ritorno legò anche lei. Alla fine uccise tutti con un coltello e diede fuoco alla casa con un liquido infiammabile che aveva portato con sé. Mentre i pompieri spegnevano l'incendio, lui era a spasso con sua madre, i due cani husky e la sera stessa, come se niente fosse, uscì a bere con due amici a Zurigo. Una serata pagata con i soldi delle vittime, così come le fatture del veterinario, i premi di cassa malati e un viaggio a Parigi per i 60 anni della madre.

pon/ATS

 

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