Adrian Lobsiger (Keystone)

Spirito critico sulla privacy

Mister Dati resta vigile sulle varie iniziative tecnologiche per arginare l’epidemia

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Spuntano sempre più idee e progetti tecnologici per combattere il contagio da coronavirus. In particolare, i cellulari rappresentano una fonte preziosa di informazioni su spostamenti e incontri. La Confederazione raccoglie già dati di Swisscom per capire quanto vengano infranti i divieti di assembramenti. Un progetto europeo vuole permettere di risalire ai contatti recenti di chi viene testato positivo. L'incaricato federale per la protezione dei dati Adrian Lobsiger, invita a non trascurare la tutela della sfera privata, anche se i promotori di queste iniziative garantiscono l’anonimato.

Non possiamo abbassare la guardia, nemmeno in tempi di crisi. In queste situazioni certe decisioni vengono prese in fretta. Ma il mio ufficio deve restare vigile, a tutela dei cittadini. È importante che veniamo coinvolti con anticipo, perché anche in tempi di crisi non è tutto ammissibile, i diritti fondamentali vanno garantiti.

I telefonini, fonte preziosa di informazioni su spostamenti e incontri
I telefonini, fonte preziosa di informazioni su spostamenti e incontri (keystone)

Il suo ufficio ha per questo attivato una task force interna sul coronavirus, state già facendo verifiche concrete?

Sì, stiamo controllando i monitoraggi di Swisscom per conto della Confederazione. Siamo stati avvisati quando il progetto era già avviato. Ora stiamo verificando tutti i dettagli, perché devo dire che queste applicazioni sono molto complesse dal punto di vista tecnologico. Dobbiamo capire sei i dati vengono davvero anonimizzati, anche se devo dire: in questo caso credo che vengano rispettate le regole.

Sull'applicazione che verifica invece la prossimità con altre persone non vi siete ancora potuti attivare. Avrà però già in mente quali sono i punti delicati...

Certo. Partiamo dal presupposto che questa applicazione possa essere usata per diversi mesi, anche dopo la crisi, quindi molto rilevante per la nostra sfera privata. Per noi quindi è molto importante che l'installazione sul proprio smartphone sia volontaria, e che i dati si possano cancellare in ogni momento dal proprietario.

Ma non c'è il pericolo che, una volta concepite, queste tecnologie che registrano i comportamenti, non vengano più abbandonate dalle autorità?

Questo evidentemente è il rischio. Cioè che lo Stato si abitui a governare con le misure del diritto d'urgenza. Per ricordarci di tornare al sano dibattito democratico dopo la crisi è importante che uffici come il mio continuino a riflettere anche durante la crisi, per non perdere lo spirito critico.

 
RG/Alan Crameri
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