Dentro Gysin, fuori Pantani

Due volti nuovi al Nazionale: oltre alla verde eletto anche Alex Farinelli (PLR). Agli Stati si profila una corsa a 4

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L’onda verde ha decisamente varcato anche il San Gottardo verso sud. Nella corsa ticinese al Consiglio nazionale la lista Verdi e Sinistra alternativa ha fatto il botto, garantendo a Greta Gysin un seggio a Berna a scapito del seggio leghista di Roberta Pantani. Le altre sette poltrone restano invariate, con la sola novità dell’entrata alla camera bassa di Alex Farinelli (PLR) al posto di Giovanni Merlini, che si presentava solo per il Consiglio degli Stati.

 

Il movimento di via Monte Boglia è quindi il grande sconfitto e perdendo quasi il 5% (dal 21,7% del 2015 al 16,9% del 2019) deve appunto dire addio al seggio di Roberta Pantani. Un arretramento lo fanno però anche segnare un po’ tutti i partiti storici, con il PLR che passa dal 23,7% di quattro anni fa al 20,5%, il PPD dal 20,1% al 18,2% e il PS dal 15,6% al 14,1%. Vincitori di giornata sono invece l’UDC, che sale dal 11,3% al 12,5%, ma soprattutto la lista Verdi e Sinistra alternativa, che con un enorme balzo passa dal 4% del 2015 (Verdi da soli) al 13,9%, sfiorando la percentuale del Partito socialista.

 

Risultano quindi eletti: Alex Farinelli e Rocco Cattaneo per il PLR, Fabio Regazzi e Marco Romano per il PPD, Lorenzo Quadri per la Lega, Marco Chiesa per l’UDC, Greta Gysin per i Verdi e Sinistra alternativa e Marina Carobbio Guscetti per il PS.

 

Consiglio degli Stati

Per la Camera alta il più votato è stato Filippo Lombardi (PPD, 34'318 voti), davanti a Marco Chiesa (UDC, 32'576 voti), Giovanni Merlini (PLR, 30'371) e, a pochissima distanza, Marina Carobbio Guscetti (PS, 30'263), che ha già confermato la sua intenzione di presentarsi al ballottaggio. Più distanti si sono attestati Greta Gysin (Verdi, 22'012) e Battista Ghiggia (Lega, 20'546). Decisamente lontani ed esclusi dal ballottaggio sono invece arrivati Werner Nussbaumer (Lega Verde, 2'861 voti), Germano Mattei (Montagna Viva, 2'738 voti) e Xenia Peran (Lega Verde, 832 voti).

 

Si profila quindi un secondo turno “a 4”, considerato che Greta Gysin ha già infatti annunciato ai microfoni della RSI l’intenzione di voler rinunciare alla corsa per favorire la candidatura della socialista Marina Carobbio Guscetti. Da parte sua il candidato leghista Battista Ghiggia ha pure gettato la spugna, annunciando addirittura la fine della sua attività politica.

 

Lorenzo Quadri
Lorenzo Quadri (@Ti-Press)

Infine la partecipazione, decisamente in calo rispetto a 4 anni fa, con il 49,1% nel voto per il Consiglio degli Stati (53,9% nel 2015) e il 49, 8% (54,4% nel 2015).

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