Non si placa la diatriba tra FC Lugano, nella foto lo stadio di Cornaredo, e Team Ticino
Non si placa la diatriba tra FC Lugano, nella foto lo stadio di Cornaredo, e Team Ticino (Archivio Ti-Press)

FCL-Team Ticino, stallo annunciato

Arriva in assemblea la diatriba tra i bianconeri e l'associazione che promuove il calcio giovanile cantonale

L’assemblea ordinaria del Team Ticino, prevista stasera a Giubiasco avrà forse l’aria di una resa dei conti tra il settore giovanile del Football Club Lugano e lo stesso Team Ticino, l’associazione che su mandato della federazione nazionale (ASF) cura e gestisce la formazione dei giovani talenti nel cantone. L’ente svolge tali mansioni in collaborazione con le squadre di Bellinzona, Chiasso e Lugano che partecipano al suo finanziamento, e conta quattro squadre e un centinaio di giocatori tra i 14 e i 18 anni.

La “lotta di potere” che si è venuta a creare negli ultimi tempi, oggetto della puntata odierna di Modem, vede appunto di fronte i responsabili del vivaio luganese e i dirigenti del Team Ticino, in disaccordo sulla presenza di giocatori non residenti in Ticino.

 

Enzo Lucibello, membro di comitato dell’associazione, si è detto ostile al ricorso in seno al FCL a giovani frontalieri, mentre la squadra luganese minimizza e del resto il suo direttore generale Michele Campana ha dichiarato alle CSI che la quota di giovani provenienti dall’Italia “è passata dal 12 al 14%”, il che non evidenzierebbe quote mostruose, sottolineando inoltre che i problemi sono sorti pure perché il Lugano non vuole più “sottostare a ricatti e minacce continue”. Il dg bianconero ha del resto detto a chiare lettere a Modem che il club vuole rafforzare (anche da un profilo economico) il Team Ticino e non affossarlo, ma lo vuole fare in una posizione di comando.

 

Si è perciò creato un muro contro muro che non fa sperare in niente di buono per l’incontro di Giubiasco, se non a una situazione di stallo che non serve a nessuno.

Vero è che all’assemblea di stasera, dove si dovranno rinnovare comitato e presidenza, è lecito attendersi una situazione di stallo, visto che il Lugano vuole maggiore margine di manovra e in sostanza la leadership su scala cantonale alla luce degli investimenti che i bianconeri fanno nel settore, mentre Lucibello ha parlato di “invasione barbarica del calcio d’élite giovanile”, con giovani italiani formati a spese svizzere. L’imprenditore del resto ha chiaramente spiegato che il suo impegno è “far crescere la filosofia dell’ASF e non fare gli interessi di un solo club”, formando non solo calciatori ma anche cittadini ticinesi.

Vero è che il settore giovanile del FCL è in mano all’uomo d’affari Leonid Novoselskiy, il quale ha pure un suo conoscente che “gestisce” la squadra di Chiasso. Così, la diatriba vede due delle tre squadre a sostegno del Team Ticino coalizzate, mentre il Bellinzona sostiene proprio quest’ultimo.

E la politica cosa ne pensa? Il direttore del Dipartimento Educazione, Cultura e Sport, Manuele Bertoli esprime preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare, precisa che a suo avviso si deve "rimanere al concetto di base", offrendo "una buona formazione" e avere "le infrastrutture e l'organizzazione" necessarie. Bertoli ha del resto ricordato che negli ultimi vent'anni in Ticino sono fallite tre grosse squadre su quattro. Il diretore del DECS ha concluso auspicando che "alla fine prevalga il pragmatismo e soprattutto l'obiettivo di formare i talenti".

Modem/RG/EnCa
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