Tutti gli intervistati hanno avuto l’impressione che gli allievi abbiano imparato meno (TiPress)

La scuola a distanza piace alla scuola

Pubblicata l'indagine voluta dal DECS sul grado di soddisfazione della didattica a distanza negli istituti medi superiori

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Sono 3’263 le persone che hanno risposto al sondaggio sull’insegnamento a distanza nelle scuole medie superiori durante l’emergenza sanitaria, i cui risultati sono stati pubblicati oggi, giovedì. L’obiettivo dell’indagine commissionata dal Dipartimento dell’educazione, che ha coinvolto allievi, genitori, docenti e dirigenti scolastici, è di valutare il grado di soddisfazione rispetto all’organizzazione della didattica.

 

Tutti gli intervistati hanno avuto l’impressione che gli allievi abbiano imparato meno o molto meno rispetto alle lezioni in presenza. Risulta chiaramente che la didattica a distanza è una soluzione d’emergenza, ma che non può sostituire in modo adeguato l’insegnamento in classe, sia per le implicazioni pedagogico-didattiche così come per quelle relazionali.

Docenti e direzioni hanno espresso un buon grado di soddisfazione, con circa l’80% di loro che ha affermato di condividere la bontà del sistema adottato. Minore invece la percentuale di allievi e genitori, che si aggira tra il 40 e il 50%.

Secondo la grande maggioranza dei docenti, circa l’80%, le linee guida ricevute per l’insegnamento online erano risultate chiare. Quasi il 40% degli allievi ha invece incontrato qualche difficoltà a capire quali strumenti digitali erano utilizzati dagli insegnanti e per cosa.

Un altro problema segnalato soprattutto da allievi e genitori riguarda il carico di lavoro degli studenti, sovente mal distribuito durante la settimana scolastica. Anche la frequenza e la regolarità con cui i docenti hanno mantenuto i contatti con gli allievi - attraverso videolezioni, colloqui individuali o altre modalità - sono aspetti da migliorare.

Indagine sull'insegnamento a distanza

Indagine sull'insegnamento a distanza

Il Quotidiano di giovedì 03.12.2020

 
YR
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