Gli ormoni potrebbero influire più di quanto si pensasse (Archivio TI-Press)

La menopausa influisce sull’Alzheimer

Due malati su tre sono donne e si è sempre pensato all'aspettativa di vita più lunga, ora la scoperta: i primi segnali già in donne sane dopo i 50 anni

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Dopo i 50 anni le donne presentano con maggiore probabilità degli uomini segni di malattia di Alzheimer nel cervello (accumuli di sostanza beta-amiloide), a parità di performance mentali e memoria. Lo ha scoperto Lisa Mosconi, del Weill Cornell Medicine di New York, e la ricerca potrebbe spiegare perché l'Alzheimer è più diffuso nel sesso femminile. Secondo l'esperta queste differenze potrebbero essere determinate dagli stravolgimenti ormonali della menopausa.

Usando le immagini di risonanza e tomografia, gli esperti hanno confrontato il cervello di un campione di uomini e donne sani, di età media 52 anni, molto simili tra loro per stili di vita e capacità cognitive e di memoria. I ricercatori hanno misurato il volume della materia grigia e della materia bianca, la quantità di placche di amiloide accumulate e il metabolismo del glucosio che è un parametro del tasso di attività del cervello.

È emerso che, in media, le donne presentano il 30% in più di placche di beta amiloide nel cervello e un metabolismo del glucosio del 22% inferiore degli uomini. Anche la differenza di volume della materia grigia è a sfavore delle donne, l'11% in meno, come pure la materia bianca.

"Circa due malati di Alzheimer su tre sono donne - afferma Mosconi - e si ritiene in genere che ciò sia dovuto al fatto che la donna è più longeva dell'uomo". "Invece, i nostri risultati suggeriscono che fattori ormonali potrebbero favorire cambiamenti nel cervello della donna e che la menopausa potrebbe essere il miglior indicatore di cambiamenti connessi con l'Alzheimer visibili nel cervello delle donne", conclude.

ATS/dielle
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