Chi saranno, dal punto di vista economico, gli approfittatori e i perdenti della guerra in Iran? Il Telegiornale della RSI lo ha chiesto a Manfred Elsig, esperto in materia dell’Università di Berna. Molto dipenderà dalla durata e dagli sviluppi del conflitto. Il rischio è che alcuni Paesi - soprattutto quelli del Golfo - possano scivolare nella recessione e altri - europei compresi - in una fase di forte incertezza e instabilità.
Gli scenari del conflitto
Missili statunitensi che cadono sull’Iran. Contrattacchi di Teheran contro Paesi vicini. Ma anche ripercussioni - economiche - che colpiscono mezzo mondo. Riguardo al futuro Manfred Elsig, al momento, è “piuttosto pessimista”. “Dipende dalla durata della guerra”. Chi soffrirà di più saranno “gli Stati del Golfo. Lì prevediamo una recessione. Altrove, non è possibile generalizzare. C’è chi perderà e chi ne approfitterà”. “La Cina potrebbe approfittarne. Da una parte, è vero, ritira tanto petrolio e gas dall’Iran. Dall’altra ha delle alternative. Per esempio la Russia”.
Cina e Russia
La Russia potrebbe quindi trarne vantaggio. “Sì, ora può chiedere prezzi più alti, soprattutto se esporta in India o in Cina. E questo, ovviamente, porterà a Mosca ulteriori entrate. Stando ad alcuni studi, circa un terzo dei ricavi potrebbe finire nell’economia di guerra russa”.
Europa e Ucraina: le conseguenze
Quindi, male, per l’Ucraina e l’Europa? “In termini di politica di sicurezza è così. Economicamente, i rischi non sono invece omogenei. Germania e Italia, essendo Paesi ancora molto industriali, potrebbero soffrire maggiormente.
E la Svizzera?
“I prezzi di petrolio e gas crescono in modo generale. Quindi aumenteranno anche da noi”. La stessa cosa, vale per gli Stati Uniti. “Anche lì i prezzi salgono. Ciò potrebbe avere effetti negativi sulle elezioni di metà mandato per l’amministrazione Trump”.
Il rischio per l’Africa legato alla sicurezza alimentare
Per l’Africa Elsig teme problemi legati alla sicurezza alimentare. Dallo stretto di Hormuz, passano infatti molti fertilizzanti. Ed è proprio la gestione di questo passaggio ma non solo, che deve farci pensare. “Sappiamo che l’Iran - con Hormuz - può guadagnare tanto. E poi Teheran cercherà di causare instabilità negli stati del Golfo, con attacchi a oleodotti e a infrastrutture statunitensi”. Anche perché - conclude Elsig - il regime iraniano è entrato nella logica “della vendetta”, pericolosa per tutti.










