Cultura

Elisa Baccolo vuole scomporre la realtà

La filmmaker sarà alle Giornate cinematografiche di Soletta con “Manual of self-destruction”, un cortometraggio che riflette sulle imposizioni sociali della contemporaneità

  • Un'ora fa
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Elisa Baccolo - Scomporre la realtà

RSI Cult+ 22.01.2026, 11:00

  • Elisa Baccolo
  • Francesco Gabaglio / Arianna Tedesco / Luca Bassi
Di: Francesco Gabaglio 

La motivazione che ha sempre animato Elisa Baccolo è quella, per dirla in parole sue, di «sfondare la realtà, scomporla nella sua complessità». È per questo che si laurea in filosofia, ed è per questo che poi svolge anche un dottorato di ricerca in neuroscienze cognitive. Sente però anche il richiamo del cinema, e quindi decide anche di diplomarsi come documentarista alla Scuola di Cinema Luchino Visconti a Milano. È la sua dimensione: da lì in poi, dedicherà la maggior parte del suo tempo alla settima arte.

A unire queste discipline è sempre lo stesso desiderio indagare il reale. Il metodo, però, è diverso. Attraverso l’esperienza Elisa Baccolo mette a punto un metodo di lavoro che le permette di far convivere le due dimensioni: l’anima razionale e accademica le fornisce spunti che poi lei traduce in esperienze artistiche e creative.

Il primo successo in questa direzione è Anaklia, corto del 2022 che nasce da una residenza cinematografica in Abcasia, repubblica georgiana occupata dai Russi. La storia di quel luogo è affascinante e complessa e ricca di tensione politica e sociale, ma Elisa decide di evitare la forma classica del documentario per, invece, concentrarsi sulle sensazioni emotive e sensoriali che il luogo le trasmette.

Nella stessa vena si inserisce Les choses qui résistent à l’épreuve du temps, corto che attraversa vari luoghi di Parigi guidato dalle parole di una poesia scritta dalla regista stessa. La poesia acquisisce così una sorta di consistenza fisica, anche grazie all’utilizzo della pellicola, con la sua dimensione materica che la differenzia dal digitale.

La propensione per l’utilizzo di varie tecniche filmiche viene poi spinto ancor più in là con The veil of the senses, progetto attualmente in fase di post-produzione che si concentra sul vissuto di persone cieche dalla nascita. Come percepiscono il mondo? Come far immergere lo spettatore in questa realtà? Lo sforzo della regista è così quello di tradurre in linguaggio visivo qualcosa che visivo non è. Di qui l’utilizzo, di nuovo, della pellicola, ma anche della tecnica della fotogrammetria e di telecamere termiche, che esprimono visivamente la sensazione tattile della temperatura.

Alle Giornate cinematografiche di Soletta, invece, Elisa porta un cortometraggio chiamato Manual of self-destruction, che ha già anche presentato ai Kurzfilmtage di Winterthur nel 2025. La filmmaker parte nuovamente da un interesse teorico/accademico, e in particolare dalla lettura di Manuale di autodistruzione di Marian Donner e di Realismo capitalista di Mark Fischer. Il tema è quello degli standard, sempre più ferrei e pressanti, che la moderna società ci impone in ogni ambito, dal lavoro alla bellezza. Il cortometraggio lo interpreta in modo soggettivo e attraverso varie tecniche di rappresentazione visiva: l’IA generativa (strumento filmico, ma anche tra i temi del corto), la fotogrammetria e la registrazione schermo.

Il più grande cantiere, per Elisa Baccolo, è però ancora aperto: è quello del suo primo lungometraggio, intitolato Pelle. La filmmaker ha già avuto modo di lavorarci durante la Locarno Residency 2025, così come durante una recente residenza a Casa Pantrovà, a Carona.

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Al via le Giornate cinematografiche di Soletta

Telegiornale 21.01.2026, 20:00

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