Italianità

L’italiano non è più una lingua di confine

Crescono gli italofoni e aumentano le iniziative culturali: l’italiano si ritaglia un ruolo sempre più centrale nel panorama elvetico

  • 2 ore fa
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Di: Alphaville/gapo 

In Svizzera l’italiano è da sempre una lingua al centro di dibattiti, equilibri delicati e rivendicazioni identitarie. Minoranza storica del Paese, per decenni è stata considerata marginale, talvolta persino data per scontata. Eppure, mentre gli italofoni continuano a crescere, qualcosa sembra muoversi: il suo ruolo si sta ridefinendo, e forse anche rafforzando.

Ospite ad Alphaville, Aldo Bertagni, coordinatore del Forum dell’italiano in Svizzera, ricorda come la presenza dell’italiano sia tutt’altro che confinata al Sud delle Alpi. Da tempo l’italiano non è più una lingua di frontiera, osserva. I numeri parlano chiaro: gli italofoni distribuiti nel resto del Paese sono oggi più numerosi di quelli che vivono in Ticino e nei Grigioni italiani.

Non solo. L’italiano non è più percepito come lingua “utilitaristica”, legata al mondo dell’edilizia o alle migrazioni economiche del passato. Oggi è una lingua di cultura, d’arte, di passione. Una lingua scelta per curiosità, per affinità estetica e culturale prima ancora che per necessità.

Secondo il Forum, anche la narrazione secondo cui le nuove generazioni si allontanerebbero dall’italiano non regge del tutto. La percentuale di giovani che si avvicinano alla lingua resta contenuta, sì, ma significativa nel contesto svizzero. E soprattutto è guidata da motivazioni spontanee, non pragmatiche: entusiasmo più che obbligo.

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Italianità senza confini

Alphaville 04.03.2026, 11:45

  • Keystone
  • Moira Bubola e Barbara Camplani

Negli ultimi anni, inoltre, l’italiano ha guadagnato spazio nelle istituzioni federali, dove la sua presenza nelle decisioni legislative ed esecutive è più consistente rispetto al passato. Parallelamente, crescono iniziative e associazioni italofone anche al di fuori della Svizzera italiana. Emblematico il “mese dell’italiano” a Zurigo, una rassegna autunnale che attira un pubblico in gran parte non italofono.

Resta comunque aperta la questione dell’insegnamento. Come ricorda Bertagni, l’autonomia cantonale rende complesso un allineamento alle ordinanze federali, e l’offerta formativa non è ancora omogenea. In un mondo sempre più veloce, digitalizzato e orientato all’efficienza, promuovere una lingua che invita alla riflessione e alla lentezza non è semplice. L’italiano è lingua di poesia, di letteratura, sottolinea Bertagni, e questo richiede tempo.

Tra i progetti recenti del Forum spicca una raccolta di 50 reportage realizzati da giovani professionisti dei media: l’obiettivo è portare l’italiano dentro la quotidianità, usando il giornalismo come canale diretto e accessibile per coinvolgere il pubblico più giovane.

Così, quasi in punta di piedi, l’italiano sembra riconquistare il proprio spazio nel mosaico linguistico svizzero. Non più soltanto lingua del lavoro o della migrazione, ma terreno vivo di cultura e creatività. La strada, per una minoranza, sarà sempre lunga. Ma il fascino di una lingua così ricca e magnetica continuerà sempre ad attrarre.

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