Letteratura

“Cime tempestose” disturba solo i puristi

Le virgolette non sono casuali, intorno al titolo dell’adattamento cinematografico di Emily Brontë, firmato da Emerald Fennell e interpretato da Margot Robbie e Jacob Elordi

  • Un'ora fa
Margot Robbie in "Cime tempestose", 2026

Margot Robbie in "Cime tempestose", 2026

  • Warner Bros
Di: Valentina Mira 

Il film si apre con gemiti maschili fuori campo, scopriamo che provengono da un impiccato. È dichiarazione d’intenti: qui piacere e morte saranno mischiati.
Catherine appare carnefice, e infatti piange per tutto il film; da bambina aveva bambole impiccate nella stanza, da manuale DSM (quello dei disturbi mentali).

E Heathcliff? È il mostro sotto al letto. Mostro che in questo caso è un bambino con lo stesso trauma della scimmietta Punch virale sui social: abbandono. Heathcliff non ha nessuno e sceglie la sua guardiana, Catherine. È lui, però, a farle da guardiano. Si prende le colpe di lei e lascia che il patrigno sfoghi la rabbia contro la sua schiena. Così Heathcliff impara ad assumersi (troppe) responsabilità, mentre insegna a lei che può non prendersene nessuna.

Le virgolette volute nel titolo “Cime tempestose” stanno a significare che è distante dal libro di Emily Brontë (distanza che disturba solo i chiusi di mente e i puristi, che spesso coincidono).
Il punto forte è la grammatica filmica di Emerald Fennell, il modo in cui si diverte come se stesse giocando a pupazzetti, la sua padronanza del mezzo: la sua riconoscibilissima voce.

Anche chi non l’ha apprezzato - ed è uscito dal cinema sconcertato - non ha potuto criticare l’estetica.
La transizione all’età adulta di Heathcliff, sangue su lenzuolo che si fa cicatrice, respiro che scandisce il tempo. I costumi: il bianco e il rosso, anche il sangue di maiale è presagio e abito. Il vestito iridescente, panneggi e ironia sottotraccia, tra citazione artistica e dissacrazione iconoclasta. Perfino il cibo è bello e grottesco, si fa desiderare e temere, le torte con la frutta e l’eccesso di gelatina parlano di finzione, quella del matrimonio di Cathy. Le colonne coi pesci rossi dentro. Il gioco è quello dell’assurdo: il materiale narrativo di Emily Brontë era romantico, qui si fa surrealista.

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  • Warner Bros

Margot Robbie è più Harley Quinn che Barbie, con brillantini disposti a mo’ di lentiggini, geniale (e furbo) rimando al look in piazza di parecchio femminismo. Heathcliff è zingaro e pirata, convincono orecchino e dente d’oro, convince Jacob Elordi nel ruolo.

La continuità tra la casa e Cathy è raccontata con l’estetica, ed è la metafora più forte. Lei diventa quella casa. La volontà del marito non amato di riportare il pattern della sua pelle sulla parete, compresa la lentiggine; il fatto che tutti stiano al gioco: Heathcliff che lecca il muro proprio lì, le sanguisughe sul finale che smarginano. La vera critica sociale è qua, nella donna-casa. Ricorda Casa di bambola di Henrik Ibsen. E per quanto il contesto fosse ostile e i dadi truccati fin dall’inizio, si può davvero dire che Catherine se la sia cercata. Uno dei punti su cui si tergiversa di più nelle critiche è il seguente: è sia scema che cattiva. E va bene così.

C’è poi il desiderio. In Emerald Fennell c’è sempre female gaze; qua è portato all’estremo. È lo sguardo di Cathy sulle zampe del maiale che somigliano in modo sorprendente a qualcos’altro, su mani che impastano, sulla questione delle uova (no spoiler). C’è una versione ottocentesca del bdsm. Dita dove non dovrebbero esserci dita, e dove invece sì. Ora: non è detto che per le donne la pornografia debba essere surrealista, immaginifica, soft e d’un tratto kinky: checché ne pensino le registe e le loro fangirl, essere donna può non voler dire eccitarsi con un uovo che ti si rompe sotto al sedere. Alcune aspettavano semplicemente che i due facessero “quello che i mammiferi fanno su Discovery Channel”, citando una canzone (succede a un’ora e mezza dall’inizio del film, ndr).

«Posso seguirti come un cane fino alla fine del mondo» è malato ma ci piace, la colonna sonora di Charli xcx funziona, la ballata del marinaio pure. “Cime tempestose” è il racconto di un amore tossico. È una storia che esige discernimento e non idolificazione (come del resto l’originale). Speriamo però che Emerald Fennell torni a privilegiare il contenuto alla forma come sa fare lei, ora che è arrivata a chiunque.

07:56
Margot Robbie e Jacob Elordi

“Cime Tempestose”: il film, il libro e la generazione Z

Kappa e Spalla 17.02.2026, 18:15

  • Keystone - This image released by Warner Bros. Pictures shows Margot Robbie, right, and Jacob Elordi in a scene from "Wuthering Heights." (Warner Bros. Pictures via AP)
  • Sergio De Laurentiis

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