Beat italiano

Essere I Pelati ai tempi dei capelloni

La singolare storia del complesso sardo che sfidò le mode tricologiche degli anni ‘60

  • Ieri, 15:05
I Pelati
Di: Babylon’s burning/RigA 

Si chiamavano I Pelati, ed ebbero il coraggio di sfidare le leggi della moda dei loro tempi. Venivano dalla Sardegna e facevano musica beat. Sì, esatto, proprio quel tipo di rock suonato (in modo da infastidire il giusto le orecchie dei benpensanti) dai giovani capelloni degli anni ’60. Loro decisero di andare controcorrente rispetto a chi andava controcorrente: rasandosi il cranio a zero. Acconciatura alla Yul Brynner, avrà pensato qualcuno all’epoca. Vicende rispolverate da Dj Monnezza in Babylon’s burning.

Prima che la sottocultura skinhead, il punk hardcore, l’hip hop lo trasformassero in un taglio di tendenza per la gioventù del mondo sotterraneo; prima che ci pensassero i Rockets (in versione cromata), ecco, prima di tutto questo c’erano loro, I Pelati.

Fu trasferendosi a Milano che il quintetto della Gallura si fece notare, fino a guadagnarsi le copertine delle riviste e partecipazioni ai programmi della televisione italiana, ospiti di Gino Bramieri e Mike Bongiorno (le fonti parlano anche di apparizioni in tivù nel nostro paese). Una serie di riscontri frutto, oltre che della loro apparenza anti-anticonformista, di un repertorio eseguito con brillantezza, in cui figurano Brunedda Shake (basata su un ballo tipico della loro regione) e Come i ragazzi di via Paal. Accanto a questi pezzi, come era prassi consolidata ai tempi, troviamo italianizzazioni di pezzi internazionali, come Oh, Giorgio, che riprende Long Black Veil (interpretata, tra gli altri, da Joan Baez e Johnny Cash), e Pepe e miele, la loro versione di I Don’t Love You No More degli Hotrods.

Le vicende delle crape lucide del beat troveranno la loro conclusione… nella ricrescita! Con le ritrovate zazzere cambieranno il nome ne I Colours, registrando due 45 giri per Ri-Fi Records, la stessa etichetta che lanciò Mina e Fausto Leali. Verso la fine del decennio, Marino De Rosas, chitarrista e fondatore, abbandonerà il gruppo per dedicarsi ai suoi progetti solisti, mettendo fine, di fatto, a questa storia.

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I pelati

Babylon’s burning 10.11.2025, 19:35

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