Storia

E poi è arrivato il bronzo

La grande mostra annuale al Museo di storia di Berna presenta eccezionali oggetti archeologici provenienti da tutta Europa e repliche che si possono toccare, per immergersi nell’età tanto importante quanto dimenticata

  • 12 aprile, 07:42
  • CULTURA
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Il disco celeste di Nebra, la più antica rappresentazione del cielo che si conosca

  • © Musée d'Histoire de Berne, Berne, foto : Stefan Wermuth
Di: Red

Al Museo storico di Berna si può visitare, fino al 21 aprile 2025, la mostra Und dann kam Bronze!, una mostra che ci porta a fare un salto indietro di migliaia di anni, fin dentro l’età del bronzo.

Ci si può chiedere perché nell’immaginario collettivo delle tre età della preistoria abbiamo quasi sempre tendenza a ricordare l’età della pietra e l’età del ferro, relegando ad un ruolo minore quella di mezzo: l’età del bronzo, approssimativamente compresa tra il 3000 e il 1000 a.C., considerato un periodo di passaggio sicuramente meno memorabile e spettacolare rispetto agli altri. Il Museo storico di Berna lancia il guanto di sfida e dedica la sua mostra temporanea proprio all’età del bronzo, alla sua importanza nella Storia.

Nove parti di rame per una parte di stagno. Cinquemila anni fa, questa formula apparentemente semplice era la chiave di un nuovo materiale che avrebbe rivoluzionato la società. Era stato inventato il bronzo.
La nuova mostra presentata dal Museo storico di Berna, porta i visitatori indietro nel tempo in un’epoca affascinante in cui, per la prima volta, utensili e armi furono prodotti in serie e portarono all’accumulo di ricchezza e potere e naturalmente portarono anche guerre.

Tra i vari oggetti di grande interesse presentati: la mano di Prêles, un oggetto archeologico senza precedenti. Scoperta ai piedi del Giura bernese ,la “mano di bronzo di Prêles” è la più antica rappresentazione conosciuta in Europa di una parte del corpo umano in bronzo. Questo mette la regione del Seeland bernese al pari delle grandi civiltà dell’epoca, a Babilonia, Creta e Troia.

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La mano di Prêles, un oggetto archeologico senza precedenti scoperto nel Giura bernese

  • © Service archéologique du canton de Berne, Philippe Joner

Yari Bernasconi ha visitato per Alphaville la mostra in compagnia di Thomas Pauli-Gabi, direttore del museo.
«Il rame - ci dice Thomas Paoli Gavi - è il primo metallo che l’uomo estrae dal suolo, ne ricava utensili, gioielli e armi. Ma siamo ancora nell’età della pietra, secondo la nostra terminologia, la fase in cui la maggior parte delle cose sono fatte di pietra, di selce.
Il rame però aveva uno svantaggio, con cui vengono costruiti oggetti d’uso, era relativamente molle. Così in qualche modo una persona ingegnosa - o fortunata - combinò il rame con un altro metallo e inventò una nuova lega: il bronzo».

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Foto dell'esposizione «Und dann kam Bronze!»

  • Foto: Stefan Wermuth/Bernisches Historisches Museum

La prima globalizzazione
«Questo nuovo metallo - continua il direttore del Muse storico di Berna - non è come il rame che si trova in molti luoghi d’Europa e del mondo. Quindi se si voleva produrre il bronzo, qui sull’altipiano svizzero, bisognava fare arrivare lo stagno dalla Cornovaglia o dalla Bretagna o dai Monti Metalliferi tedeschi. Da lontano, dunque. Ma tutti volevano il bronzo, si sviluppò una vera e propria febbre del bronzo, non solo in Europa, ma anche nel Vicino Oriente, in Egitto. Questa situazione portò al commercio internazionale. Tutti volevano produrre stagno, rame e bronzo e i metalli venivano scambiati su lunghe distanze dalla Gran Bretagna e dalla Scandinavia alla Mesopotamia, a Babilonia all’Egitto, dando vita a quella che in archeologia chiamiamo la prima globalizzazione. Con l’età del bronzo nasce un nuovo mondo, soprattutto per gli stretti rapporti fra Europa, Africa del Nord e Vicino Oriente».

«Quali sono i suoi vantaggi? - spiega Thomas Paoli-Gaby - Intanto è molto duro e quindi si possono realizzare ottimi utensili e armi. Inoltre, il bronzo può essere utilizzato per produrre oggetti in serie. Si può perfino realizzare una produzione di massa. Se si dispone di una quantità sufficiente di bronzo e di uno stampo, si possono produrre tutti gli utensili o le armi che si vogliono e si possono fondere più volte e poi ricominciare a produrre È un ciclo che non finisce. Una situazione che, come detto, alimenta l’economia e i flussi commerciali su lunghe distanze, introduce innovazioni tecniche, per esempio nell’agricoltura. In questo periodo la popolazione cresce e l’economia fiorisce».

E poi venne il bronzo: una mostra a Berna

Alphaville 08.04.2024, 11:45

  • Foto: Philippe Joner

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