A mezzo secolo dalla creazione del Canton Giura, Moutier sta per raggiungerlo.
Marcel Winistoerfer, sindaco di Moutier.
A volte accade anche in Svizzera: le “frontiere” si muovono. Allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre 2025, Moutier ha infatti lasciato definitivamente il Canton Berna per entrare ufficialmente nel Canton Giura. Un passaggio che, per questo comune romando di circa 7’300 abitanti, potrebbe apparire meramente amministrativo, ma che in realtà concentra due secoli di storia, tensioni identitarie, simboli politici e uno dei più significativi esperimenti di autodeterminazione della democrazia svizzera.
Moutier diventa giurassiana
Modem 29.03.2021, 08:20
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Per comprendere la portata dell’evento occorre tornare indietro di oltre due secoli, nel 1815, quando durante il Congresso di Vienna le potenze europee assegnarono il territorio giurassiano al Canton Berna come compensazione territoriale. Si trattava però di una regione francofona e cattolica, profondamente diversa dal cantone di riferimento, in larga parte germanofono e protestante. Per decenni la convivenza fu accettata, ma nel Novecento emersero tensioni crescenti legate alla rappresentanza politica e al riconoscimento culturale.
Da qui nacque la cosiddetta “questione giurassiana”, uno dei più lunghi conflitti istituzionali della Svizzera contemporanea.
Roland Béguelin, considerato uno dei padri fondatori del Canton Giura.
Come ha ricordato il politologo Sean Müller, professore all’Università di Losanna ed esperto di federalismo (intervistato ad Alphaville), il punto di rottura simbolico della questione giurassiana fu il cosiddetto Affare Möckli . Nel 1947 il Gran Consiglio bernese rifiutò infatti di affidare al consigliere di Stato giurassiano Georges Möckli la direzione del Dipartimento dei lavori pubblici e delle ferrovie, preferendogli un candidato germanofono e sancendo così la volontà di mantenere nelle mani della maggioranza linguistica il controllo dei settori strategici.
La decisione fu vissuta dalla minoranza francofona come un atto di esclusione politica e culturale e innescò non solo forti proteste, ma anche la nascita di comitati giurassiani che portarono, nel 1950, al riconoscimento del “popolo giurassiano” nella Costituzione bernese. Pur non essendo all’origine del conflitto, questo caso ne rappresentò il catalizzatore decisivo, trasformando rivendicazioni di maggiore autonomia in una richiesta sempre più esplicita di separazione che avrebbe condotto nel 1979 alla nascita del Canton Giura.
Non tutti i comuni francofoni aderirono però a quel passaggio: Moutier rimase nel Canton Berna, diventando uno dei nodi più sensibili e duraturi della questione giurassiana.
La particolarità di Moutier risiede soprattutto nel metodo con cui si è giunti alla soluzione. Dopo un primo referendum nel 2017, annullato per irregolarità procedurali, la popolazione è tornata alle urne il 28 marzo 2021, ottenendo questa volta un risultato chiaro e valido: il 54,9% dei votanti si è espresso a favore del passaggio al Canton Giura. Da quel momento ha preso avvio una fase articolata di negoziati tra Berna e Giura, che ha portato alla firma di un Concordato intercantonale nel novembre 2023, successivamente approvato con ampie maggioranze da entrambe le popolazioni cantonali nel settembre 2024. Infine, nel 2025, è intervenuta la ratifica dell’Assemblea federale, in conformità con le disposizioni della Costituzione svizzera.

Notiziario 17.00 del 16.05.2023
Notiziario 16.05.2023, 17:10
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Secondo Müller, quello di Moutier è dunque «un successo della democrazia diretta»: una soluzione non perfetta, ma pacifica, costruita attraverso il voto, la negoziazione e il rispetto delle procedure. Un caso quasi unico, che ha contribuito nel tempo a modellare le regole stesse con cui la Svizzera affronta i cambiamenti territoriali. Non a caso, ricorda ancora il professore di Scienze politiche, proprio l’esperienza giurassiana ha portato a rivedere la Costituzione federale, rendendo oggi più chiari e praticabili i cambi di cantone.
Dal punto di vista quotidiano, per i cittadini di Moutier cambierà forse poco. Ma secondo lo studioso, sul piano simbolico cambia tutto: la città entra in un cantone francofono, con istituzioni più vicine, una capitale a dieci minuti di distanza e un senso di appartenenza finalmente allineato con la propria identità linguistica e culturale. Restano tuttavia anche delle ombre: l’uscita di Moutier indebolisce il carattere bilingue del Canton Berna e riapre interrogativi sul futuro delle minoranze linguistiche.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/Moutier-%C3%A8-ora-giurassiana--3394299.html
La notte del passaggio cantonale è stata celebrata come una “Nuit pour l’histoire”, tra cortei, torce e musica. Il sindaco Marcel Winistoerfer ha parlato di “ritorno alla patria naturale”, mentre il vicepresidente del governo giurassiano Stéphane Theurillat ha sottolineato che non si tratta solo della fine di un processo istituzionale, ma dell’inizio di una nuova vita comune. Anche la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha salutato la conclusione della questione giurassiana come una soluzione “alla svizzera”: lunga, complessa, ma pacifica.
Moutier, insomma, non ha semplicemente cambiato cantone. Ha chiuso un capitolo storico iniziato nel 1815 e ne ha aperto uno nuovo, ricordando che anche in Svizzera i confini possono muoversi, purché lo facciano lentamente, democraticamente e con la pazienza di intere generazioni.
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