Gli alimenti arricchiti con proteine hanno lasciato le palestre per approdare negli scaffali della grande distribuzione. Accanto a pasta, latticini, popcorn o patatine, ci sono ora le “acque proteiche”. Bevande miracolose o specchietti per le allodole? La trasmissione On en parle della RTS, nella puntata del 26 febbraio, ha intervistato Sylvie Borloz, dietista presso il Servizio di endocrinologia, diabetologia e metabolismo del CHUV.
I prodotti arricchiti con proteine, molto diffusi, sono a volte sconcertanti. Come le acque proteiche. Per esempio, Emmi produce ora, accanto alle sue bevande a base di latte arricchite con proteine, anche acque proteiche. Sul suo sito internet, il marchio dichiara: “L’ultima genialata di Emmi: una bevanda rinfrescante ricca di proteine con vitamine [...] Difficile fare qualcosa di più moderno”. Le proteine mescolate all’acqua anziché al latte hanno meno caloriche e i marchi colgono l’opportunità per attirare nuovi clienti. Costano da 5 a 10 franchi al litro a seconda dei marchi e del luogo d’acquisto, contro 20 centesimi al litro. per esempio, per l’acqua minerale Prix Garantie della Coop.
La parola “acqua” è già problematica
La trasmissione On en parle ha mostrato alcune bottiglie di acqua proteica a Sylvie Borloz, dietista presso il Servizio di endocrinologia, diabetologia e metabolismo del CHUV. La denominazione “acqua proteica” l’ha sorpresa.
Guardando la composizione di una di queste acque, la dietista si interroga: “Si tratta di un prodotto composto da proteine del siero di latte, quindi a partire dal latte – quelle che nel mondo del fitness si chiamano whey protein. È una proteina molto utilizzata in ambito sportivo, che sappiamo essere di qualità quando il fabbisogno proteico è elevato, ma è pensata per un pubblico molto specifico. Tanto più che quest’acqua proteica contiene diversi edulcoranti, aromi e coloranti. Insomma, si aggiungono altre sostanze che non sono necessarie per rendere gradevole il prodotto. Non si può parlare di acqua in questo senso. Per me è una bevanda tipo bibita edulcorata”, spiega Sylvie Borloz.
Secondo la legislazione svizzera, la parola “acqua” da sola o in una denominazione specifica è riservata a “acqua potabile”, “acqua minerale”, “acqua naturale” e “acqua di sorgente”.
Inoltre, un prodotto arricchito con proteine deve avere una denominazione che non inganni il consumatore.
I marchi potrebbero usare termini come “bevanda a base d’acqua con proteine” o “bevanda rinfrescante arricchita con proteine”. Invece ricorrono spesso all’inglese, usando il termine “water”, che non è protetto dalla legge.
Meglio le proteine tradizionali mescolate in acqua
Oltre alle proteine, queste acque arricchite contengono molti additivi controversi, in particolare edulcoranti come l’acesulfame K (E950) e il sucralosio (E955). Chi pratica sport e ha difficoltà a raggiungere il fabbisogno giornaliero di proteine farebbe quindi meglio a continuare a mescolare proteine del siero di latte e acqua: costa meno e non contiene additivi.
Sylvie Borloz consiglia di consumare queste acque arricchite con proteine solo occasionalmente: “La piramide alimentare raccomanda di coprire i propri bisogni con alimenti non trasformati. Quindi si beve acqua per idratarsi e si copre il fabbisogno di proteine mangiando pollo, uova, lenticchie, pesce. Non c’è davvero motivo di consumare in più queste acque”.
La specialista vede comunque un interesse nelle bevande arricchite con proteine per le persone anziane che non riescono più a consumare abbastanza proteine attraverso l’alimentazione solida.
Qual è il fabbisogno di proteine necessario per una persona in buona salute?
La raccomandazione minima al giorno per un adulto è di 0,8 g di proteine per chilo di peso corporeo. Una raccomandazione che può cambiare in funzione dell’età, dell’attività fisica, se si è sottopeso o sovrappeso, ecc.
Le proteine nella nostra alimentazione
La consulenza 23.01.2026, 13:00
Contenuto audio

