Le nuove linee guida alimentari statunitensi 2025-2030 hanno generato dibattito per la loro rappresentazione grafica a piramide rovesciata. L’immagine, che mette in primo piano proteine, latticini, frutta, verdura e grassi “di qualità”, infatti sembra suggerire una riduzione drastica del ruolo dei cereali integrali e dei carboidrati e un orientamento verso un’alimentazione più ricca di proteine e grassi.
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Konsigli 13.01.2026, 18:00
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Uno stravolgimento delle linee guida alimentari?
Una lettura più approfondita del documento ufficiale rivela che le raccomandazioni restano in larga parte coerenti con la letteratura scientifica consolidata:
Limitare fortemente gli alimenti ultra-processati
Ridurre o eliminare gli zuccheri aggiunti
Mantenere i grassi saturi sotto il 10% dell’apporto calorico totale
Privilegiare cibi minimamente trasformati e ad alta densità nutrizionale
L’accento sulle proteine
Nelle linee guida statunitensi viene suggerito un apporto proteico ottimizzato — e in alcuni casi leggermente superiore rispetto al passato — per favorire sazietà, preservazione della massa magra e salute metabolica, soprattutto con l’avanzare dell’età o in contesti di restrizione calorica. Passando da una raccomandazione iniziale di 0,8-1g di proteine per chilo di peso corporeo ad un range consigliato di 1,2-1,6 g/kg/die.
Che fine fanno i carboidrati?
Il focus sulle proteine non implica una demonizzazione dei carboidrati, di cui si continua a raccomandare un consumo di 2-4 porzioni al giorno, a seconda del proprio fabbisogno. Cereali integrali, legumi, frutta e verdura restano fondamentali per l’apporto di fibra, vitamine e composti bioattivi associati alla salute e alla longevità.
Una piramide è uno strumento educativo, non una prescrizione personalizzata. Se isolata dal contesto, può indurre interpretazioni semplicistiche o polarizzate.
Chiara Jasson, Nutrizionista
Una comunicazione poco chiara
Nonostante una comunicazione grafica che potrebbe generare fraintendimenti, le indicazioni di queste linee guida non si discostano dalle evidenze scientifiche già note come: privilegiare cibi poco processati, seguire una dieta con una forte componente vegetale, assicurare un buon apporto proteico e preferire carboidrati non raffinati.
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