Come per l’anno precedente, anche per il 2025 abbiamo raccolto testimonianze dal mondo agricolo ticinese. L’obiettivo è offrire una visione chiara dell’annata appena conclusa: dalle soddisfazioni alle difficoltà incontrate, fino alle prospettive future.
L’annata 2025: soddisfazioni e difficoltà in campo
L’annata agricola 2025 ha presentato un quadro eterogeneo per gli agricoltori ticinesi. La soddisfazione generale, misurata su una scala da 1 a 5, mostra una distribuzione variegata. È interessante notare come, anche tra chi ha subito cali nelle rese, alcuni si siano comunque dichiarati soddisfatti.
Le differenze emergono anche all’interno dello stesso settore. Nel lattiero-caseario, ad esempio, Alice Ambrosetti dell’Azienda Agricola Alnéid ha espresso grande soddisfazione per l’abbondanza e la qualità del foraggio, che ha permesso un’ottima produzione di formaggio e latte. Al contrario, un’altra azienda dello stesso settore ha lamentato una carenza di foraggio a fine estate, costringendola a intaccare le scorte invernali.
Tra i viticoltori, le dichiarazioni sono più allineate: Manimatte ha registrato una «produzione scarsa e di qualità media, viste le copiose piogge di fine estate». L’Azienda agricola Bianchi ha avuto una buona produzione di miele, ma discreta per il vino. L’azienda Settemaggio ha evidenziato come «le condizioni meteo, soprattutto a giugno e settembre, siano state particolarmente sfavorevoli e abbiano causato danni alle coltivazioni», aggiungendo che «il mercato del vino è in sofferenza e crea difficoltà alle aziende vitivinicole».
Queste testimonianze confermano il bilancio della vendemmia 2025, caratterizzata da meno uva a causa di un anno più caldo della media e piogge abbondanti e insolite, che hanno favorito le malattie della vite. Solo l’azienda Frutticola Bassi, attiva anche nella viticoltura, si è detta complessivamente soddisfatta delle rese.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Vendemmia-2025-un%E2%80%99annata-difficile-per-la-viticoltura-ticinese--3311234.html
Alcuni agricoltori hanno affrontato più difficoltà di altri. Gli impedimenti più citati includono le piogge intense, la presenza di animali selvatici come cervi e lupi che hanno danneggiato i raccolti o predato il bestiame, e l’arrivo di parassiti e insetti dannosi. Questi eventi hanno spesso comportato perdite nelle rese. La Cooperativa agricola Seminterra, ad esempio, ha subito una perdita del 50-70% su alcune colture a causa di parassiti e insetti. L’Azienda agricola al Pianasc ha segnalato predazioni da lupi nonostante l’uso di cani da protezione.
Mercato e innovazioni: tra pressioni e nuove strategie
L’andamento del mercato ha rivelato diverse criticità. I prezzi in calo, spesso a causa della pressione della grande distribuzione, e l’aumento costante dei costi di produzione sono problemi centrali. Per i produttori di latte, la situazione è particolarmente difficile: il prezzo al litro rimane estremamente basso, influenzato da un eccesso di offerta, dalla concorrenza estera e da una struttura dei prezzi che penalizza il settore.
La grande preoccupazione è la guerra dei prezzi in atto della grande distribuzione.
Frutticola Fam. Bassi C
Nonostante le sfide, l’innovazione non si ferma. Alcune aziende hanno investito in nuove tecnologie, come l’acquisto di macchinari (Azienda agricola RAMPIGA) o la costruzione di un impianto di pastorizzazione e imbottigliamento del latte (Masseria Ramello). Altre hanno puntato sulla diversificazione, introducendo nuovi prodotti o servizi come le visite in fattoria e le colonie per ragazzi (Fattoria Il Cardo). La Cooperativa agricola Seminterra ha installato una nuova serra, mentre l’Azienda agricola RAMPIGA ha investito in nuove competenze tramite la formazione continua.
Ci dispiace non ottenere nessun tipo di riconoscimento da parte delle autorità a livello locale per le ricadute positive, ambientali e sociali, di un progetto come il nostro, di agricoltura collettiva.
Zeno Boila, Seminterra
Il Progetto Sentinelle: il benessere mentale al centro
Fare agricoltura significa anche essere particolarmente vulnerabili a stress e disagi mentali. Un sondaggio nazionale ha infatti rivelato che nell’agricoltura svizzera il rischio di burnout è doppio rispetto alla media di altri settori. È in questo contesto che nel 2025 è nato il progetto Sentinelle, promosso dalla Sezione dell’agricoltura del Canton Ticino, con la partecipazione delle organizzazioni dei contadini e del Laboratorio di psicopatologia del lavoro cantonale.
Alice Ambrosetti, presidentessa dell’Associazione Donne Contadine Ticinesi, sottolinea l’importanza di un grande lavoro di sensibilizzazione: «La salute mentale in agricoltura viene spesso trascurata. La nostra è una professione isolata e rispetto alle altre è difficile per noi prenderci una pausa». Il progetto Sentinelle è un primo passo cruciale: «Lo scopo è creare una rete di persone attive sul territorio, tra pari, con competenze per riconoscere segnali di malessere che possono sfociare in burnout o, nei casi peggiori, in suicidio».
Ambrosetti racconta che le serate informative hanno riscosso grande successo, con numerose iscrizioni per diventare sentinelle. Sono state anche un’occasione preziosa per accogliere le diverse voci e i malesseri di chi lavora nel settore: «Molte persone si sono sfogate e hanno portato testimonianze di quando lo stress è stato eccessivo». Il 2026 segnerà l’inizio della formazione delle sentinelle e l’avvio operativo del progetto. L’obiettivo sarà portare a termine la formazione, creare la rete e continuare a parlare del tema della salute mentale.
Il clima che cambia
Alla domanda “Negli ultimi anni avete notato cambiamenti persistenti nel clima e nell’ambiente che influenzano il vostro lavoro?”, la risposta è stata unanime: sì.
Dalle risposte emerge chiaramente come il cambiamento climatico non abbia risparmiato l’agricoltura ticinese. L’aumento delle temperature medie ha portato a stagioni più calde ed eventi meteorologici imprevedibili ed estremi, come siccità prolungate, grandinate violente e forti piogge. Il caldo e l’umidità favoriscono inoltre il proliferare di parassiti e insetti indesiderati: quest’anno, ad esempio, il coleottero giapponese ha causato non pochi problemi ai campi agricoli.
Questi cambiamenti impongono agli agricoltori di adottare nuove strategie e misure di adattamento.
Le strategie adottate o pianificate sono diverse: dalla gestione più efficiente dell’acqua (come la pacciamatura per coprire il suolo e rafforzare la biodiversità, praticata da Seminterra) all’anticipo dei raccolti. Altri stanno sperimentando scelte colturali e genetiche, adottando varietà più resistenti al clima o diversificando le colture per ridurre i rischi. Per difendersi dalla selvaggina, si ricorre a recinzioni fisse o temporanee.
Futuro e prospettive: appelli alla società e alla politica
Guardando al prossimo anno, gli agricoltori e le agricoltrici esprimono un desiderio comune: un clima più clemente, privo di eventi estremi. A ciò si aggiungono richieste di politiche più concrete per la gestione del lupo.
Oltre all’immediato futuro, emergono appelli chiari alla società e alla politica.
Per la società e i consumatori, l’invito è a riconoscere il valore del cibo e il lavoro che c’è dietro. Si chiede di pagare un prezzo equo per i prodotti locali, di sostenere l’agricoltura svizzera e di instaurare un dialogo più profondo con gli agricoltori per comprendere le loro scelte e i prezzi.
Bisogna capire l’importanza del cibo e il suo valore, e non sempre posporlo ad altri prodotti di status.
Azienda agricola anonima
La società dovrebbe entrare più in dialogo con le persone agricoltrici in modo da comprendere il perché delle scelte e dei prezzi.
Manimatte
Dalla politica, gli agricoltori si aspettano più dialogo e sostegno concreto, attraverso misure che favoriscano i prodotti indigeni. La riduzione della burocrazia è una richiesta pressante, così come un intervento più deciso sulla gestione dei predatori, in particolare del lupo. Si auspica una politica agricola al passo con i cambiamenti climatici e le necessità del settore. Molti sottolineano la necessità di rimettere l’agricoltura e l’alimentazione al centro del dibattito pubblico, affinché il lavoro degli agricoltori sia riconosciuto e adeguatamente ricompensato.
La politica dovrebbe semplicemente uscire sul terreno e capire cosa stiamo facendo.
Azienda agricola Rampiga
Il compito della politica sicuramente è di essere di supporto con un politica agricola al passo con i cambiamenti climatici e le necessità agricole. Al momento manca molto il dialogo e una messa a confronto sia nella società che in politica.
Manimatte

Il coleottero giapponese
L'ora della terra 13.07.2025, 09:05
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