CURIOSITÀ E TREND

Patate dolci: il nuovo oro arancione della Svizzera

Il cambiamento climatico favorisce la coltivazione di questo “superfood” esotico. Agricoltori e ricercatori scommettono su un tubero ricco di benefici e opportunità

  • 2 ore fa
Patate dolci
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Di: RTS / Haluka De Toni 

Se fino a qualche decennio fa pensare a coltivazioni esotiche all’ombra delle Alpi sembrava un’utopia, oggi il riscaldamento globale sta offrendo opportunità inaspettate all’agricoltura svizzera. La protagonista di questa trasformazione è l’Ipomoea batatas, meglio nota come patata dolce. Originaria dell’America centrale e diffusa in oltre cento paesi nelle fasce tropicali, questa pianta dai tuberi oblunghi ha iniziato a mettere radici anche nei nostri terreni, coltivata ormai da una ventina di produttori pionieri.

Un’opportunità d’oro (e arancione) per gli agricoltori

La patata dolce rappresenta un’interessante opportunità per gli agricoltori che cercano di diversificare le proprie colture. Christopher Stalder, uno dei produttori elvetici, ne sottolinea la relativa semplicità di gestione: «Le patate dolci non necessitano di troppi trattamenti. In dieci anni non ho mai riscontrato problemi significativi nella loro coltivazione». Sebbene la produzione attuale non sia ancora sufficiente per l’esportazione, il valore aggiunto è evidente: «Per il momento possiamo solo rifornire il mercato svizzero», spiega, «ma è fantastico poter offrire prodotti locali che di solito vengono da lontano. È un grande vantaggio anche per l’impatto ambientale».

La patata dolce resiste alla siccità molto meglio delle colture tradizionali, un vantaggio cruciale in estati sempre più torride e, non essendo imparentata con nessun’altra specie vegetale coltivata in Svizzera, si inserisce perfettamente nella rotazione delle colture, spezzando i cicli dei parassiti.

Dal Seeland bernese alla ricerca scientifica

Anche nello Seeland bernese, c’è chi si è lasciato affascinare dall’esotico. Simon Van Der Veer, agricoltore di Batati, ha iniziato per curiosità una nuova coltivazione: «Le patate dolci sono conosciute soprattutto nelle grandi distribuzioni, come l’ananas e il cocco, ma non ho mai avuto modo di mangiarle prima». Partito con 3.000 piantine, oggi gestisce un raccolto consistente, nonostante la sfida costante delle gelate tardive, l’unica vera fragilità della pianta.

Proprio per supportare questa filiera nascente, dal 2014 Agroscope è scesa in campo con un programma di ricerca dedicato. La sfida non è tanto nella crescita, quanto nella gestione post-raccolto: la patata dolce è sensibile al freddo, fragile agli urti e complessa da immagazzinare. Brice Dupuis, ricercatore presso la sede di Nyon, monitora la situazione dal 2016 per consigliare al meglio i produttori: «C’è un interesse sempre maggiore, non solo da parte dei consumatori, ma anche per il ramo della produzione». Uno dei vantaggi più apprezzati? La salute delle piante. «È una coltura esotica che non trova freni da parte degli agricoltori, anzi, c’è curiosità, soprattutto perché può essere coltivata localmente e questo motiva i produttori», spiega Dupuis. Al momento, malattie e parassiti sono rari, il che permette di evitare quasi totalmente l’uso di fungicidi e pesticidi.

Perché piace così tanto?

Oltre alla moda e al gusto dolce che la rende versatile in cucina, c’è un motivo nutrizionale dietro il boom di questo tubero, specialmente tra i giovani.

Aurelien Clerc, dietista presso l’ospedale cantonale di Friburgo, analizza le differenze con la “cugina” tradizionale: «Le patate di terra e quelle dolci sono ricche di amido, povere di grassi e proteine, classificati come alimenti amidacei o farinosi. In termine di macronutrienti e micronutrienti, la patata dolce presenta le stesse qualità della patata normale, sono tutte due ricche di potassio». Tuttavia, c’è un dettaglio che fa la differenza, ed è proprio nel colore: «La sola grande differenza è che la patata dolce è più ricca di betacarotene e provitamina A che le permette di avere questo colore arancione, e questo le procura un’azione antiossidante molto interessante». Se a questo aggiungiamo un indice glicemico più basso rispetto alla patata classica, si capisce perché questo prodotto esotico sia diventato un nuovo must nella dieta svizzera.

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