Conosciuta da molti semplicemente come “Shelby”, Céline Strazzini è un talento nostrano che ha trasformato la passione per la pasticceria in una missione di vita. Nata e cresciuta a Semione, in Valle di Blenio, ha intrapreso un viaggio formativo che l’ha portata fino alle cucine prestigiose di Zurigo, per poi fare ritorno alle origini. Oggi, nel suo atelier, crea dolci personalizzati che conquistano il palato e il cuore dei suoi clienti, diventando un punto di riferimento per la sua comunità e non solo.
Una passione nata da un amico di famiglia
Tutto ha inizio grazie a un legame familiare: «La passione per la pasticceria è nata grazie a un amico di mia mamma, che purtroppo oggi non c’è più», racconta Céline. «Lui faceva il pasticcere e un giorno mi aveva presa a lavorare con lui. È così che mi sono appassionata: da quel momento, ogni volta che potevo, andavo ad aiutarlo». Una vocazione che si è manifestata subito chiara e forte, portandola a ottenere il diploma AFC come pasticcera in Ticino senza esitazioni: «Non ho preso in considerazione nient’altro, ho deciso la mia strada in maniera diretta».
Con il diploma in tasca e una personalità intraprendente, Céline decide di varcare i confini del Ticino. Trova impiego al Savoy di Zurigo, storico albergo di lusso della città. All’età di 19 anni, Céline muove i primi passi in una realtà tanto prestigiosa quanto esigente: «All’inizio è stato difficile, soprattutto i primi tre mesi: la lingua diversa, lo shock culturale, sola e giovane». Una paura che accomuna molti, ma che Céline ha trasformato in un punto di forza: «Sono proprio le avversità, più delle cose belle, a formarci il carattere. L’importante è concentrarsi sullo scopo finale. È giusto credere nel processo che stai facendo e stringere i denti. Io rifarei tutto il percorso, perché è ciò che mi ha resa quella che sono». E con questa determinazione, in sei anni, Céline arriva a diventare sous-chef di pasticceria.
Un mentore speciale: Chef Rolf Meier
In questa sua esperienza, una persona si è rivelata fondamentale per la sua crescita professionale e umana: il suo Chef Rolf Meier: «Mi ha dato la possibilità di dimostrargli che meritavo di essere lì. Nonostante dovessi ancora imparare, lui si è preso l’impegno di colmare le mie lacune senza giudicarmi. È bello vedere come una persona possa essere professionale, ma avere allo stesso tempo un lato paterno, portandomi a essere la professionista che sono ora». Una fortuna, come sottolinea lei stessa, che non tutti hanno. «È proprio da lui che ho imparato a lasciare spazio alle persone meritevoli. Io sono una persona che non si fida molto, sono rigida con me stessa e con gli altri, ma vedendo ciò che mi ha permesso di fare, a volte do anch’io possibilità alle persone»
Mi disse che avrei potuto creare dei petit four a mia scelta. Quello è stato il momento in cui ho potuto finalmente sperimentare e pensare con la mia testa.
Una scommessa nel cuore della Valle
Dopo aver toccato l’apice della sua carriera, Céline sente il bisogno di nuovi orizzonti. L’esperienza zurighese le ha lasciato un’eredità preziosa: la capacità di adattarsi. «In quei sei anni ho imparato a improvvisare», spiega. «È una parola quasi tabù in pasticceria, dove regna la precisione millimetrica. Eppure, lavorando in brigate molto numerose, impari a gestire gli imprevisti e a fare affidamento sulle attrezzature a disposizione. Ho imparato a essere più flessibile e tranquilla».
La decisione di ritornare in Ticino doveva essere solo una breve sosta prima di ripartire, ma la pandemia stravolge i suoi piani: «Ho iniziato quasi per gioco, preparando torte per amici e conoscenti». Segue una breve parentesi in una pasticceria locale, dove però il suo metodo di lavoro, maturato oltre San Gottardo, fatica a conciliarsi con quella locale. Céline decide così di dare le dimissioni, pronta a tornare nella Svizzera interna. Ma quando comunica ai suoi clienti l’intenzione di partire, sono proprio loro a trattenerla, incoraggiandola a mettersi in proprio. Nasce così ad Acquarossa “Shelby Dolci Homemade”: «A volte è difficile, la posizione non agevola il passaggio, ma vedere persone arrivare dal Bellinzonese o dal Grigioni italiano è una soddisfazione enorme». Una scelta di cuore, nata per valorizzare il territorio con un servizio unico: «Punto tutto sul “personalizzato”: realizzo i desideri dei clienti creando principalmente torte, ma spazio anche tra pasticcini, biscotti e cioccolateria. È un tipo di libertà creativa che raramente si trova in una pasticceria tradizionale. Da me, il cliente può davvero dare vita a qualcosa di unico».
La filosofia del gusto: stagionalità e territorio
La valorizzazione del territorio passa anche dagli ingredienti. Céline sceglie materie prime di alta qualità, privilegiando la stagionalità e il benessere animale per garantire un gusto unico e costante: «Prendo le uova dai contadini, la frutta cerco di usarla solo quando è di stagione. Con questa mia filosofia, ci tengo anche a sensibilizzare il cliente sull’importanza di queste scelte, per rieducarlo, in un certo senso, a un consumo consapevole, perché oggi siamo abituati ad avere tutto, tutto l’anno».
“La ragazza delle torte” e il legame con le persone
In una realtà piccola come quella della Valle, il passaparola è fondamentale e i rapporti umani sono autentici. «Sono contenta di essere nella mia valle. Quando vado a fare la spesa, le famiglie con i bambini dicono: “Ah, ma quella è la signora delle torte!”. Nelle grandi città è difficile che succeda». Un calore che la fa sentire parte integrante della comunità: «Ci sono persone che si affidano a me più volte l’anno. Vedi i bambini crescere e, indirettamente, entri a far parte della vita delle persone, rendendole felici. I bambini sono i giudici più sinceri: non ti dicono che una cosa è bella se non lo è davvero.»
Spero che con le mie creazioni possa aiutare le persone a condividere e passare dei bei momenti insieme
Tra le innumerevoli creazioni, un posto d’onore nel cuore di Céline è riservato alle torte nuziali: «Ti danno una carica in più, perché racchiudono una forte sfera emotiva. Quando gli sposi mi inviano le foto del taglio della torta, capisco di essere diventata parte dei loro ricordi». Con dolcezza e determinazione, Céline ha saputo portare il suo mondo nella sua valle, guadagnandosi la stima di chi la circonda. E se oggi il suo presente è l’atelier, il futuro custodisce ancora un sogno: tornare un giorno nel settore alberghiero per guidare le giovani generazioni: «Lo Chef Rolf Meier è stato una guida fondamentale per me; vorrei poter essere lo stesso per qualcun altro.»

Il sogno culinario di Céline Strazzini
RSI Food 25.11.2023, 20:45


