CURIOSITÀ E TREND

Matcha: da rito antico a oro verde globale

Un simbolo culturale giapponese diventato fenomeno planetario, mentre la sua terra d’origine fatica a sostenerne il successo

  • 02.12.2025, 11:30
Matcha
  • Unsplash
Di: Haluka De Toni 

Dai dolci alle bevande più in voga, negli ultimi anni il Matcha sta riscuotendo in tutto il mondo una forte popolarità, venendo largamente consumato e apprezzato grazie alle sue proprietà benefiche. Tuttavia, un’espansione così vasta del suo utilizzo a livello globale sta generando un impatto considerevole sulla sua coltivazione in Giappone. Questo prodotto, profondamente radicato nella tradizione e nella cultura nipponica, rischia di vedere la sua essenza snaturata a causa della sua stessa travolgente popolarità.

Le antiche origini cinesi

La storia millenaria del Matcha affonda le sue radici nelle antiche dinastie cinesi. Tutto ebbe inizio durante la Dinastia Tang (VII-X secolo), con lo sviluppo del metodo “dancha: le foglie di tè venivano cotte a vapore, pressate in mattoni e successivamente polverizzate per essere disciolte in acqua calda. Fu però sotto la Dinastia Song (X-XIII secolo) che questa pratica raggiunse l’apice della popolarità grazie all’introduzione del tencha-ho, una raffinata tecnica che prevedeva di battere il tè in polvere direttamente in acqua calda fino a ottenere una schiuma. Con l’avvento della Dinastia Yuan (1271-1368), tuttavia, la cultura del tè in polvere subì un inesorabile declino nella Cina continentale, scomparendo quasi del tutto.

Mentre in Cina la tradizione svaniva, in Giappone iniziava a fiorire. Durante il periodo Kamakura, il monaco buddista Eisai, di ritorno dai suoi studi in Cina, introdusse nell’arcipelago nipponico semi di tè di altissima qualità, unitamente ai rituali Zen per la sua preparazione. Questi semi furono piantati a Kyoto, cuore del potere dello Shogunato Kamakura. Nel 1211, Eisai scrisse il Kissa Yojoki”, il primo trattato giapponese sul tè, nel quale esaltava la bevanda definendola «l’elisir di salute e l’arte della longevità», descrivendone minuziosamente benefici e modalità di consumo.

L’evoluzione: la cerimonia del tè

Durante il periodo Muromachi (1333-1573), il tè divenne una bevanda trasversale, amata da tutte le classi sociali. Nacquero ikaisho”, spazi dedicati alle riunioni del tè, dove iniziò a prendere forma l’estetica spaziale della cerimonia. Fondamentale fu il contributo di Murata Juko (1423-1502), che promosse il concetto di “wabi-cha, orientando la cerimonia verso uno stile prettamente giapponese, incentrato sulla bellezza semplice e sulla modestia. Successivamente, il maestro Sen no Rikyu (1522-1591) perfezionò l’estetica del “wabi-sabi”, codificando la cerimonia del tè moderna (Sadō). In quest’epoca si cristallizzarono i grandi ideali spirituali come “ichigo ichie (un incontro, una vita, l’irripetibilità del momento) e “wa-kei-sei-jaku (armonia, rispetto, purezza e tranquillità). Il Matcha si elevò così da semplice bevanda a pratica culturale e spirituale, divenendo un mezzo privilegiato per la coltivazione di sé e un pilastro della cultura giapponese.

Cerimonia del tè
  • Unsplash

L’eccellenza assoluta del Matcha proviene da Uji (Kyoto), culla storica del tè più raffinato, e Nishio (Aichi), celebre per il colore brillante e la dolcezza. Kagoshima e Shizuoka, invece, dominano per i grandi volumi di produzione.

La coltivazione e la produzione del Matcha

Il Matcha è una pregiata polvere finissima di tè verde, ottenuta dalla macinazione del Tencha. Viene prodotto principalmente in Giappone utilizzando esclusivamente i giovani germogli apicali della Camellia Sinensis. Le foglie impiegate appartengono rigorosamente al primo raccolto dell’anno (Ichibancha), che in Giappone avviene indicativamente tra maggio e giugno. La particolarità di questa coltivazione risiede nell’ombreggiatura: nelle settimane precedenti la raccolta, le piantagioni vengono coperte per proteggerle dalla luce solare diretta. Questo processo stimola la produzione di clorofilla e riduce i polifenoli (responsabili di amarezza e astringenza), conferendo alle foglie un colore verde smeraldo intenso e sviluppando il caratteristico sapore dolce e ricco di umami.

Tencha
  • Adobe Express

Dopo la raccolta, le foglie subiscono un processo di cottura a vapore per arrestarne l’ossidazione, preservandone il colore e le proprietà. Successivamente, vengono essiccate senza rullatura (differenziandosi così dagli altri tè verdi): in questo stadio il tè prende il nome di Tencha. L’ultimo passaggio è la macinatura lenta a pietra, un’operazione delicata che richiede grandi quantità di foglie per ottenere anche solo pochi grammi di polvere finita, rendendo il Matcha un prodotto di altissimo valore.

Le qualità del Matcha

Sebbene storicamente esistesse quasi esclusivamente la qualità destinata al rito, oggi il mercato distingue tre categorie principali:

Grado cerimoniale: è la qualità più elevata, ottenuta dalle foglie più tenere e pregiate. È l’unico indicato per la tradizionale cerimonia del tè e si gusta puro, miscelato solo con acqua.

Grado premium: si posiziona in una fascia intermedia ed è ideale per la preparazione di bevande (come il matcha latte) dove il gusto del tè deve rimanere protagonista.

Grado culinario: spesso composto da blend di foglie di diverse varietà o raccolti successivi, ha un sapore più deciso ed è destinato all’uso in cucina, per dolci o ricette elaborate.

Matcha
  • Adobe Express

La qualità del Matcha dipende imprescindibilmente dalla materia prima e dalla lavorazione. Un Matcha autentico richiede delle lavorazioni rigorose. Tuttavia, l’aumento vertiginoso della domanda globale, spinta dai social media e dal settore alimentare, ha saturato la capacità produttiva tradizionale. Di conseguenza, il mercato è stato invaso da prodotti di scarsa qualità: polveri ottenute da foglie di raccolti tardivi, non ombreggiate o lavorate con macchinari industriali che scaldano e ossidano il tè. Questi prodotti si riconoscono facilmente per il colore spento, tendente al giallo o al verde militare, e per il sapore eccessivamente amaro.

Proprietà benefiche e precauzioni

Il Matcha è un prodotto estremamente apprezzato per le sue numerose virtù salutari. È noto per il suo effetto potenziante sulla funzione cognitiva, migliorando leggermente attenzione e memoria, e per il suo ruolo nel ridurre lo stress. Inoltre, vanta proprietà positive per la salute cardiometabolica e possiede un potenziale effetto antitumorale.

Nonostante i benefici, è sconsigliato un consumo eccessivo a causa dell’elevata concentrazione di teina e tannini, che possono provocare nervosismo, insonnia, tachicardia e irritazione gastrica. Un’attenzione particolare va posta alla qualità: come molti tè verdi, il Matcha può contenere tracce di metalli pesanti (come piombo o cadmio) assorbiti dal terreno. Per questo motivo, è fondamentale evitare Matcha di scarsa qualità e preferire coltivazioni biologiche, prive di pesticidi e controllate.

La crisi dell’offerta: clima e turismo

Sebbene in Giappone il Matcha e i prodotti derivati dal tè verde siano da sempre parte integrante della cultura quotidiana, la percezione globale del prodotto è cambiata radicalmente. Negli ultimi anni, complice l’esplosione sui social media e le rivisitazioni moderne del prodotto, la domanda internazionale è salita vertiginosamente. Le esportazioni di tè giapponese sono più che raddoppiate nell’ultimo decennio. Secondo la Global Japanese Tea Association, nel 2024 la produzione di Tencha ha raggiunto le 5.336 tonnellate, segnando un aumento significativo rispetto a dieci anni fa, con un incremento dell’export del 16%. Questo successo ha spinto anche altri Paesi, come la Cina e alcune nazioni del Sud-est asiatico, ad avviare la propria produzione di Matcha per competere sul mercato.

Matcha
  • Adobe Stock

L’attuale scenario di mercato è complesso. Oltre alla domanda interna ed estera, il Giappone ha visto un afflusso massiccio di turisti che, favoriti dall’accessibilità del cambio valuta, acquistano grandi quantità di Matcha come souvenir, esaurendo le scorte locali. Tuttavia, la sfida più grande è legata al cambiamento climatico. Le temperature elevatissime registrate la scorsa estate hanno messo sotto estrema pressione le coltivazioni, riducendo i raccolti. Sebbene i produttori stiano reagendo piantando nuovi campi, questi richiederanno cinque anni prima di essere produttivi. Di conseguenza, i rivenditori giapponesi hanno iniziato ad applicare limiti all’acquisto e ad aumentare i prezzi.

Il rischio per il futuro è duplice: ulteriori restrizioni nell’approvvigionamento e il pericolo che, per soddisfare la richiesta, aumenti la produzione di Matcha di scarsa qualità, coltivato con pesticidi o su terreni non idonei.

Fonti

Correlati

Ti potrebbe interessare