Dal 7 al 9 marzo 2026 ad Agno torna la Fiera di San Provino, una delle sagre tradizionali più sentite del territorio. Tre giorni di festa per ritrovarsi e svagarsi tra bancarelle, ristori e giostre, senza dimenticare una visita all’esposizione di maiali, mucche e animali da cortile, un tempo i veri protagonisti della manifestazione
L’8 marzo 2026 l’Ora della Terra è in onda dalle 09:00 su Rete Uno da San Provino.
Una fiera agricola importante
Fino alla metà del Novecento la fiera di San Provino aveva una marcata vocazione agricola ed era considerata una delle più importanti del territorio. Tutto era incentrato sull’esposizione e sul commercio di animali da fattoria e di macchinari agricoli, oltre che sulla vendita di sementi, elementi essenziali in vista della ripresa primaverile dei lavori nei campi e negli orti. La Fiera era un appuntamento importantissimo per gli allevatori che giungevano, anche dalla Svizzera interna, per commerciare bestiame.
La fiera di San Provino si tiene all’inizio del ciclo vegetativo e dunque dell’anno agricolo facendo da contrappunto alla fiera di San Martino di Mendrisio (che si svolge l’11 novembre). Questi due eventi segnavano l’inizio e la fine della stagione agricola.
Perché San Provino?
Il nome della Fiera deriva da Probino, o Provino, un vescovo di Como. In passato il vescovado lariano possedeva terreni nell’attuale territorio svizzero e deteneva diritti di pesca nella zona di Agno, dove Provino — in seguito venerato come santo — divenne compatrono. Poiché la Chiesa cattolica ne celebra la memoria l’8 marzo, si stabilì che la fiera si svolgesse nel fine settimana e nel lunedì successivi a questa data.
Un momento per ritrovarsi all’aperto
Accanto alle esposizioni di carattere agricolo della Fiera, con il passare degli anni si sono sviluppati vari tipi di intrattenimento come bancarelle di fiori, confetti e frutta secca, diverse giostre e la presenza di figure come la chiaroveggente, la sonnambula, l’inventore della tempesta, i giocolieri e i maghi.
Marzo era il mese in cui si ricominciava a trascorrere del tempo all’esterno e in cui gli emigranti della regione partivano per andare a lavorare oltralpe o all’estero. La Fiera di San Provino quindi rappresentava “l’ultima occasione” per passare del tempo in allegria con amici e parenti.

Alla fiera di San Provino
RSI Archivi 15.03.1966, 00:00
Un carattere rurale da mantenere
Con la regressione delle attività del mondo agricolo, il carattere rurale della fiera si è progressivamente affievolito, lasciando sempre più spazio al resto dell’intrattenimento. Dal 1981 la Gioventù Rurale del Luganese si impegna per mantenere viva la natura agreste della manifestazione, dedicando uno spazio all'esposizione di animali e dei mezzi agricoli e organizzando attività didattiche legate al mondo rurale in collaborazione con l’Unione Contadini Ticinesi.

La Fiera di San Provino
Il Quotidiano 09.03.2025, 19:00
I ravioli di San Provino
La fiera di San Provino oggi offre anche numerosi punti di ristoro e bancarelle dove gustare specialità e prodotti gastronomici tipici della regione come salumi, pesciolini fritti, formaggi, miele, zucchero filato, pane fresco e gli immancabili ravioli di San Provino: tortelli quadrati riempiti con un dolce ripieno a base di prugne e amaretti e poi fritti. I ravioli di San Provino sono una di quelle specialità tradizionali preparate secondo ricette tramandate nelle famiglie di Agno, spesso tenute - almeno per quel che concerne certi particolari - gelosamente segrete.
https://rsi.cue.rsi.ch/food/ricette/Ravioli-di-San-Provino--718696.html
San Martino e San Provino sono sagre dal grande valore storico e tradizionale, mantenute vive negli anni grazie anche alla forte partecipazione della popolazione. Lo scorso 2 febbraio 2023 è stata lanciata una petizione per fare entrare queste due tradizioni viventi ticinesi nella lista dei patrimoni culturali immateriali dell’Unesco - sostenuta anche dal Club Unesco Ticino.

