La banana è uno dei frutti più coltivati, consumati e conosciuti a livello mondiale. Può quindi sorprendere sapere che quelle che mangiamo oggi sono in pratica geneticamente (quasi) tutte uguali. In realtà esistono circa un migliaio di varietà di banane ma non tutte sono apprezzate dal mercato mondiale.
La varietà più commercializzata è la banana Cavendish che, secondo la FAO, rappresenta poco meno della metà della produzione mondiale. Il volume di produzione annuale di questa qualità è stimato a cinquanta milioni di tonnellate all’anno. Una produzione notevole, che porta con sé anche alcune problematiche ambientali e sociali.
Inoltre, al giorno d’oggi, le condizioni meteorologiche sempre più irregolari e sfavorevoli, l’aumento dei costi di produzione, i margini ridotti dei produttori e la diffusione di parassiti e malattie che colpiscono le piante stanno creando qualche preoccupazione a questa banana, così come ai loro produttori.
La capitale delle banane
RSI Info 27.08.2021, 09:17
La banana è un frutto che fa pensare in particolare al Sudamerica, visto che la gran parte della produzione è oggi concentrata proprio in questa regione del mondo. Tuttavia, il banano è un albero originario del Sud-Est asiatico dove le forme selvatiche della pianta (le specie Musa acuminata e Musa balbisiana) sono ancora presenti.
In origine, la banana conteneva dei semi grossi e poco graditi per il consumo, così si avviò un processo di selezione e di incroci in modo da ottenere banane grandi e, contrariamente alle specie selvatiche, praticamente prive di semi. A causa dell’assenza di semi, nelle banane commestibili la riproduzione non avviene quindi tramite la riproduzione sessuata e la semina, ma per via vegetativa. Per questo motivo, nelle coltivazioni le nuove piante sono direttamente generate da una porzione dell’albero madre, senza passare dalla riproduzione sessuata.
Ecco perché in una piantagione le piante - e di riflesso le banane - sono geneticamente uguali le une alle altre. Se da un lato questo processo permette di produrre dei frutti direttamente senza passare dall’impollinazione e dalla produzione dei semi, dall’altro espone le banane ad una maggiore fragilità. Infatti, quando un agente patogeno attacca (con successo) una piantagione, tutti gli alberi – dotati del medesimo DNA – ne subiscono gli effetti. Ed è quello che sta succedendo a causa di un fungo del genere Fusarium (ceppo TR 4), che crea non pochi problemi alle coltivazioni della varietà Cavendish a livello mondiale.

Banane a rischio
Telegiornale 12.08.2025, 12:30
Non è la prima volta che un fungo mette a rischio le banane: fino agli anni Cinquanta la banana più coltivata era la Big Mike (anche chiamata Gros Michel), ma un altro ceppo del genere Fusarium riuscì a sterminare quasi del tutto la varietà. Per rilanciare le coltivazioni, la Gros Michel negli anni fu sostituita dalla varietà Cavendish, ora a sua volta alle prese con un nuovo ceppo del medesimo fungo.







